GlazePKG nasce da un’esigenza comune a chi usa sistemi moderni: capire davvero cosa è installato sulla propria macchina.

Tra gestori di pacchetti di sistema, linguaggi di programmazione, runtime, store universali e strumenti multipiattaforma, il risultato è un mosaico difficile da analizzare. brew, apt, pacman, pip, cargo, npm, flatpak, snap, winget e molti altri operano in parallelo, ognuno con comandi, flag e formati di output differenti. GlazePKG risolve questo problema con un approccio radicalmente semplice: un solo comando, una sola interfaccia, una visione completa.
L’applicazione è un’unica binary scritta in Go, senza dipendenze esterne, che si avvia all’istante grazie a una scansione iniziale dei pacchetti e a una cache valida per dieci giorni. Le aperture successive sono immediate, trasformando la dashboard in uno strumento consultabile in qualsiasi momento. L’interfaccia è costruita con Bubble Tea e utilizza un tema Tokyo Night con una palette curata e colori distinti per ogni package manager, rendendo la lettura chiara anche su sistemi con centinaia o migliaia di pacchetti.
Il supporto ai gestori è impressionante: 34 in totale, dai classici apt, dnf, pacman e brew fino a soluzioni meno comuni come pkgsrc, XBPS, Portage, Guix, MacPorts, opam, composer, luarocks, mas, apk, nix, conda e mamba. Su Windows sono riconosciuti winget, Chocolatey, Scoop, NuGet, i moduli PowerShell e perfino Windows Update. L’applicazione rileva automaticamente quali sono presenti nel sistema e ignora gli altri, mantenendo un comportamento coerente su ogni piattaforma.
La dashboard offre una serie di strumenti pensati per analizzare rapidamente lo stato del sistema. La ricerca fuzzy permette di trovare qualsiasi pacchetto digitando poche lettere, mentre il filtro delle dimensioni consente di individuare rapidamente i software più pesanti, suddivisi in fasce che vanno da meno di un megabyte a oltre cento. I pacchetti con aggiornamenti disponibili sono contrassegnati da un indicatore dedicato, aggiornato settimanalmente.
Una delle funzioni più utili è la gestione degli snapshot. Con un semplice comando si salva lo stato completo del sistema, e in seguito è possibile confrontarlo con uno snapshot precedente per vedere cosa è stato aggiunto, rimosso o aggiornato. Il diff è leggibile e immediato, ideale per chi mantiene configurazioni complesse o vuole monitorare modifiche inattese. L’esportazione in JSON o testo permette di creare backup, migrare su un nuovo sistema o integrare l’elenco dei pacchetti nei propri dotfile.

Ogni pacchetto ha una scheda dettagliata che mostra informazioni aggiuntive, caricate in background e memorizzate per ventiquattro ore. L’utente può anche aggiungere descrizioni personalizzate che rimangono salvate tra una sessione e l’altra, utili per annotare il motivo dell’installazione o il ruolo del software nel sistema. La navigazione è fluida e familiare per chi usa Vim, grazie ai classici j, k, g, G, Ctrl+d e Ctrl+u.
GlazePKG include anche un sistema di auto‑aggiornamento: con un semplice comando si scarica l’ultima versione disponibile, mantenendo l’applicazione sempre allineata senza passare da un package manager esterno. La portabilità è totale: funziona su Linux, macOS e Windows, adattandosi automaticamente ai gestori presenti.
Installare GlazePKG
GlazePKG è disponibile per Microsoft Windows e Linux (versione 64bit e arm64) con binario precompilato che ci consente di utilizzare il tool senza alcuna installazione.
Il risultato è uno strumento che porta trasparenza e ordine in un contesto sempre più frammentato. Una TUI elegante, veloce e sorprendentemente potente, capace di mostrare in un colpo d’occhio tutto ciò che vive nel sistema, con la possibilità di seguirne l’evoluzione nel tempo. GlazePKG diventa così un alleato prezioso per chiunque voglia mantenere controllo e consapevolezza del proprio ambiente di lavoro.