LibreOffice continua a consolidarsi come suite per l’ufficio open source di riferimento, ampliando la propria compatibilità con nuove piattaforme Linux e migliorando la propria architettura a 64 bit.

Dal 2010, LibreOffice è disponibile su Linux con build ufficiali che puntano alla massima compatibilità e indipendenza dalla distribuzione.
I progressi di LibreOffice a 64 bit e il supporto per Amazon Linux 2023
La Document Foundation ha recentemente annunciato il supporto ufficiale di LibreOffice per Amazon Linux 2023, una distribuzione Linux emergente in ambito cloud, grazie alle risorse messe a disposizione da Amazon nell’ambito del programma AWS Open Source Credits. L’obiettivo è quello di garantire build di LibreOffice stabili, complete di test di integrazione automatizzati, anche su questa nuova piattaforma.
Un punto cruciale degli ultimi sviluppi riguarda il supporto 64 bit ARM (aarch64), fornito ora in formato RPM, rendendo LibreOffice utilizzabile su un sempre maggiore numero di architetture hardware, inclusi server e desktop con chip ARM, come Apple Silicon e gli ormai diffusi processori ARM nei data center cloud. La capacità di operare efficacemente in modalità headless, cioè senza interfaccia grafica, consente a LibreOffice di essere utilizzato per operazioni batch di conversione documentale tipiche delle infrastrutture cloud.
LibreOffice in Server e Cloud
Questi aggiornamenti sono significativi soprattutto per chi utilizza LibreOffice in ambienti di server o cloud, dove la compatibilità con le ultime architetture hardware e sistemi operativi è fondamentale per le prestazioni e l’affidabilità. Inoltre, il supporto per Amazon Linux 2023 e ARM amplia la platea degli utenti e degli scenari d’uso.
Con queste innovazioni, LibreOffice si conferma una soluzione versatile, non solo per l’uso desktop tradizionale, ma anche per le esigenze moderne di infrastrutture cloud distribuite e server ARM-based. La comunità è invitata a contribuire con suggerimenti per futuri miglioramenti e funzionalità.