Lightpanda è un progetto open source che sta attirando molta attenzione nel mondo dell’automazione grazie a un’idea semplice ma radicale: creare un browser pensato esclusivamente per le macchine.

A differenza dei browser tradizionali, anche quando vengono eseguiti in modalità headless, Lightpanda elimina completamente la parte grafica e si concentra solo sugli elementi necessari per eseguire pagine web in modo programmatico.
Il browser è scritto da zero in Zig, una scelta che punta alla massima efficienza e al controllo fine delle risorse. L’assenza del motore di rendering permette di ridurre drasticamente il peso dell’esecuzione, mantenendo però tutti i componenti fondamentali per l’automazione: gestione del DOM, esecuzione JavaScript tramite V8, networking e un server compatibile con il Chrome DevTools Protocol. Questo approccio consente agli strumenti esistenti, come Puppeteer e Playwright, di collegarsi a Lightpanda senza modifiche sostanziali, spesso cambiando solo l’endpoint dello script.
I benchmark pubblicati dagli sviluppatori mostrano risultati impressionanti. In alcuni scenari, Lightpanda esegue carichi di lavoro di automazione fino a nove volte più velocemente rispetto a Chrome headless, utilizzando circa sedici volte meno memoria. I test sono stati condotti su 933 pagine reali, eseguite in parallelo su un’istanza AWS EC2. In una configurazione con 25 job simultanei, Lightpanda ha consumato circa 215 MB di RAM, mentre Chrome ha superato i 2 GB. Numeri che evidenziano quanto l’assenza del rendering possa fare la differenza in contesti ad alta intensità.
Il progetto è ancora in fase di sviluppo attivo e gli autori sottolineano che la compatibilità non è ancora totale. Alcune API moderne del web non sono implementate e certi siti potrebbero comportarsi in modo diverso rispetto a un browser Chromium completo. Tuttavia, l’obiettivo non è replicare ogni funzionalità di un browser tradizionale, ma offrire un ambiente minimale e altamente performante per automazione, scraping, test e flussi guidati da intelligenza artificiale.
Lightpanda è distribuito sotto licenza AGPL‑3.0 e il codice sorgente è disponibile su GitHub, dove il ritmo di sviluppo è già molto attivo. Se le promesse verranno mantenute, potrebbe diventare una delle soluzioni più interessanti per chi cerca un’alternativa davvero leggera ai browser headless convenzionali.
Installare Lightpanda
Lightpanda è disponibile per Linux attraverso AppImage in alternativa possiamo installarlo attraverso Docker digitando:
sudo docker run -d --name lightpanda -p 9222:9222 lightpanda/browser:nightly
Il seguente comando scarica l’immagine Docker e avvia un nuovo container che espone il server CDP di Lightpanda sulla porta 9222.