OpenShot 3.5 debutta come aggiornamento stabile dopo tre mesi di sviluppo successivi alla versione precedente e si presenta come una release che punta con decisione a migliorare la fluidità del montaggio, la reattività dell’interfaccia e la qualità dell’esperienza quotidiana degli utenti.

Il progetto continua a crescere con un ritmo costante, mantenendo la sua identità di editor video gratuito, multipiattaforma e basato su Qt, capace di adattarsi tanto ai principianti quanto a chi lavora su progetti più articolati.
La novità più evidente è il nuovo timeline predefinito, ripensato per offrire un controllo più naturale e immediato. Lo zoom risponde con maggiore precisione, lo scorrimento è più morbido e le operazioni di trascinamento, taglio, allineamento e gestione di più clip contemporaneamente risultano più fluide anche quando si lavora con progetti complessi. L’obiettivo è ridurre gli attriti che spesso emergono durante le fasi più dense del montaggio, permettendo di concentrarsi sul contenuto senza distrazioni.
Accanto al timeline rinnovato arriva un nuovo pannello dedicato ai keyframe, ora parte integrante dell’esperienza standard. La gestione dei fotogrammi chiave diventa più intuitiva grazie a un trascinamento più preciso, un comportamento di aggancio migliorato, miniature ottimizzate per schermi HiDPI e un feedback visivo più chiaro durante le operazioni di trimming. Anche la selezione degli elementi è stata raffinata per evitare movimenti indesiderati e rendere più naturale la manipolazione dei parametri animati.
Una delle introduzioni più sorprendenti è l’integrazione sperimentale con ComfyUI, un sistema open source basato su nodi che permette di generare immagini a partire da prompt testuali. L’idea è offrire un ponte verso flussi di lavoro assistiti dall’intelligenza artificiale, includendo strumenti di tracciamento, segmentazione, workflow personalizzati in JSON e un sistema di reporting del progresso. Si tratta di un primo passo verso un montaggio che può dialogare con strumenti generativi senza uscire dall’editor.
Sul fronte della qualità di esportazione, OpenShot 3.5 migliora la gestione dei file in uscita, ottenendo dimensioni più contenute senza sacrificare la resa visiva. Per le animazioni basate su Blender viene attivato automaticamente il rendering GPU, così da ridurre i tempi di produzione dei titoli animati. Anche il controllo dell’hardware decoding è stato reso più chiaro e affidabile, mentre il nuovo Chroma Key predefinito offre bordi più morbidi e una gestione più efficace delle aree luminose.
Il lavoro svolto sotto la superficie è altrettanto significativo. Il caricamento dei progetti risulta più rapido, l’importazione dei file audio è stata ottimizzata e il sistema di salvataggio automatico è più robusto. Sono stati introdotti nuovi strumenti di test basati su replay e un ampliamento della suite di unit test, con l’obiettivo di rendere l’applicazione più stabile nel lungo periodo.
Secondo gli sviluppatori, l’intero ciclo di sviluppo della versione 3.5 ha avuto come priorità la velocità. I benchmark interni mostrano un miglioramento medio del 35%, con incrementi particolarmente evidenti negli effetti, nella gestione dei fotogrammi e nelle operazioni di anteprima. Il risultato è un editor più scattante, capace di rispondere meglio ai comandi e di mantenere un flusso di lavoro più fluido anche in presenza di effetti complessi o clip numerose.
Installare OpenShot 3.5
OpenShot 3.5 è già disponibile per Microsoft Windows, Apple macOS e Linux attraverso AppImage, a breve lo troveremo nei repository ufficiali delle principali distribuzioni Rolling Release come ad esempio Arch Linux.
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