Agama 19 arriva quattro mesi dopo la versione precedente e rappresenta un passo importante per l’installer web di openSUSE. Il progetto continua a crescere e a sostituire gradualmente il tradizionale YaST nelle edizioni Tumbleweed, Slowroll e MicroOS, offrendo un approccio più moderno e flessibile all’installazione del sistema. Questa release introduce nuove funzionalità, ottimizzazioni e un lavoro significativo sull’architettura interna, pensato per rendere l’installer più coerente e più semplice da estendere.
Una delle novità più interessanti è l’introduzione delle modalità di installazione. L’utente può scegliere tra un’installazione Standard o una configurazione Immutable, una distinzione che riflette l’evoluzione delle distribuzioni SUSE verso modelli più sicuri e più prevedibili. L’installer aggiunge anche un’impostazione updateNvram per aggiornare la memoria persistente del firmware, utile per gestire correttamente le voci di avvio su sistemi moderni. Un’altra aggiunta importante è la possibilità di autenticare l’utente root tramite chiavi SSH, una scelta che semplifica l’automazione e migliora la sicurezza.

Agama 19 amplia anche le opzioni per chi utilizza LVM. È ora possibile installare il sistema all’interno di un volume group esistente e aggiungere nuovi volumi fisici a un gruppo già presente. Questa flessibilità permette di adattare l’installazione a scenari complessi senza dover ricorrere a procedure manuali. L’interfaccia offre inoltre la possibilità di scaricare la configurazione corrente dell’installer in formato JSON, lo stesso utilizzato dagli strumenti a riga di comando e dalle installazioni non presidiate. È un primo passo verso un’interfaccia web che diventa anche strumento di apprendimento e prototipazione.
La pagina di configurazione della rete riceve un aggiornamento significativo. L’interfaccia reagisce dinamicamente ai cambiamenti dell’hardware, come il collegamento di un cavo Ethernet o l’aggiunta di un nuovo adattatore Wi‑Fi, e permette di definire nuove connessioni in modo più intuitivo. Anche l’immagine live dell’installer viene aggiornata con un supporto migliore per la console seriale, timeout più coerenti e un nuovo parametro di avvio che permette di richiamare l’interfaccia testuale di NetworkManager prima dell’avvio di Agama.
Sotto la superficie, Agama 19 introduce una revisione architetturale importante. Il cuore dell’installer può ora essere controllato tramite un’API semplice e coerente, mentre il formato JSON delle configurazioni rimane pienamente compatibile con le versioni precedenti. Questo lavoro prepara il terreno per un’evoluzione più rapida e per una migliore integrazione con strumenti esterni.
Agama continua così a consolidarsi come il futuro installer delle distribuzioni openSUSE più moderne, offrendo un’esperienza più flessibile e più adatta ai nuovi paradigmi del sistema.