Brave Origin introduce su Linux un set di funzionalità pensate per migliorare privacy, sicurezza e gestione dei contenuti.

L’aggiornamento integra controlli più granulari per bloccare script, tracker e componenti invasivi, offrendo un livello di protezione più profondo rispetto alle impostazioni standard del browser. Le nuove regole di filtraggio permettono di intervenire su elementi specifici delle pagine, con un approccio più vicino a un firewall per il web che a un semplice blocco pubblicitario.
Il motore di protezione è stato ottimizzato per ridurre l’impatto sulle prestazioni, con un caricamento delle pagine più rapido e una gestione più efficiente delle risorse. Brave Origin sfrutta un sistema di caching intelligente che evita di analizzare ripetutamente gli stessi elementi, migliorando la fluidità anche su hardware meno recente.
L’integrazione con Linux è stata curata in modo particolare. Le impostazioni si adattano automaticamente all’ambiente desktop, con supporto completo per Wayland, notifiche native e gestione coerente dei temi chiari e scuri. Le preferenze vengono salvate in un formato compatibile con i principali gestori di configurazione, facilitando backup e sincronizzazione.
Brave Origin introduce inoltre un pannello dedicato alla gestione dei contenuti dinamici. L’utente può controllare in tempo reale quali elementi vengono bloccati, quali vengono caricati e quali possono essere autorizzati temporaneamente. Questo approccio permette di mantenere un equilibrio tra privacy e funzionalità, soprattutto su siti che richiedono componenti interattivi per funzionare correttamente.
Strumenti per sviluppatori, miglioramenti all’esperienza utente e ottimizzazioni interne
L’aggiornamento porta anche strumenti aggiuntivi per sviluppatori e utenti avanzati. Brave Origin include un inspector dedicato alle regole di blocco, utile per analizzare il comportamento delle pagine e comprendere quali elementi vengono filtrati. Le nuove API interne permettono di creare regole personalizzate con maggiore precisione, ampliando le possibilità per chi desidera un controllo totale sul traffico web.

L’interfaccia è stata rivista per rendere più chiara la distinzione tra blocchi automatici e interventi manuali. Le icone mostrano lo stato di ogni pagina, indicando se sono stati bloccati script, tracker, font remoti o richieste di rete considerate rischiose. Questo sistema aiuta a comprendere rapidamente il livello di protezione attivo senza dover aprire pannelli aggiuntivi.
Sul fronte delle prestazioni, Brave Origin introduce un nuovo sistema di analisi delle richieste che riduce la latenza nelle pagine con molti elementi dinamici. L’ottimizzazione riguarda anche la gestione della memoria, con un uso più efficiente delle strutture interne e un minor numero di processi attivi in background.
L’aggiornamento include infine miglioramenti alla compatibilità con estensioni e componenti aggiuntivi, garantendo un funzionamento più stabile anche in scenari complessi. L’obiettivo è offrire un browser più veloce, più sicuro e più controllabile, mantenendo la semplicità d’uso che caratterizza Brave.
Installare Brave Origin
Brave Origin è attualmente disponibile in versione Beta o Nightly, da notare che il browser è a pagamento su Windows e Mac mentre viene rilasciato gratuitamente per Linux. Per installarlo dobbiamo verificare di aver installato i repository di Brave fatto questo basta scaricare il pacchetto deb o rpm da questo link.
Abbiamo testato Brave Origin su Ubuntu 24.04.4 LTS (immagini articolo).