La recente lettera aperta firmata da Italo Vignoli affronta direttamente la questione che ha coinvolto alcuni sviluppatori legati a Collabora, dopo la sospensione temporanea della loro membership all’interno della comunità.

La pubblicazione arriva con ritardo, come riconosciuto dallo stesso autore, e nasce dall’esigenza di chiarire una situazione che ha generato tensioni e percezioni di ingiustizia.
Il punto centrale della comunicazione è che la decisione non riguarda la condotta personale dei singoli sviluppatori. Anzi, viene ribadito più volte che il contributo tecnico e umano di queste persone è stato prezioso e continua a esserlo. Il problema, secondo The Document Foundation (TDF), è di natura strutturale: una parte dei rappresentanti eletti, pur agendo in buona fede, ha creato situazioni che mettevano a rischio lo status di organizzazione non profit della fondazione.
Il nodo è quello delle “lealtà sovrapposte”. Quando un trustee mantiene un legame istituzionale primario con un’azienda esterna, anche un voto espresso con le migliori intenzioni può generare un conflitto di interesse difficile da gestire retroattivamente. Per la The Document Foundation, questo rappresenta una vulnerabilità che non può essere affrontata caso per caso, perché i danni potenziali arriverebbero quando ormai sarebbe troppo tardi.
La fondazione ha quindi scelto di intervenire sulle proprie strutture di governance, rivedendo regole e meccanismi interni per evitare che situazioni simili possano ripetersi. Questo processo ha inevitabilmente coinvolto anche persone che non avevano alcuna responsabilità diretta, creando un senso di ingiustizia che la lettera riconosce apertamente.
Ringraziamenti, chiarimenti e un invito a continuare a contribuire
La lettera contiene un messaggio di riconoscenza verso gli sviluppatori coinvolti. The Document Foundation ribadisce che nessuno di loro è stato giudicato negativamente come persona o come membro della comunità. Il contributo tecnico, la collaborazione e la dedizione dimostrata negli anni rimangono parte integrante del progetto LibreOffice.
Viene sottolineato che la fondazione non ha mai chiuso le porte a nessuno e che il codice, la comunità e l’intero progetto restano aperti a tutti. Le modifiche alla governance non intendono escludere individui, ma proteggere la struttura da rischi legali e istituzionali. La lettera riconosce che il risultato può sembrare ingiusto, ma lo definisce un effetto collaterale inevitabile di un cambiamento necessario.
Il messaggio finale è un misto di rammarico e trasparenza: la struttura precedente era fragile e ha generato problemi reali; correggerla ha comportato conseguenze che hanno colpito anche persone che non lo meritavano. TDF esprime dispiacere per questo, ma ribadisce che la porta rimane aperta e che il progetto continua a essere un luogo dove tutti possono contribuire.