GNU Linux‑libre 7.0 Rilasciato, ecco come installarlo

GNU Linux‑libre 7.0 è stato rilasciato come versione completamente ripulita del recente kernel Linux 7.0, pensata per chi desidera un sistema privo di componenti proprietari.

Il progetto continua il suo lavoro di rimozione di blob, richieste di firmware e riferimenti a codice non libero, mantenendo al tempo stesso tutte le funzionalità del kernel originale che non dipendono da elementi proprietari.

Questa release introduce una nuova serie di pulizie mirate, in particolare nel driver IWLMLD, dove vengono rimossi nomi e richieste di blob. Sono stati aggiornati anche i processi di deblobbing per diversi driver, tra cui amdgpu, adreno, TI PRUeth, air_en8811h, ath12k, TI VPE, rtw8852b, rt1320, rt5575 SPI, tas2783 e Intel catpt. L’obiettivo è garantire che nessuno di questi componenti richieda firmware non libero o faccia riferimento a elementi non redistribuibili.

Il lavoro prosegue anche nella documentazione devicetree, con la rimozione di riferimenti a blob nei file relativi ai driver Airoha NPU, ai moduli Bluetooth Qualcomm/Atheros e ai driver TI hms‑m4fss. Sono stati ripuliti vari file dts e riorganizzati i comandi di pulizia per il driver rt5514, così da mantenere una struttura più coerente e semplice da mantenere.

GNU Linux‑libre 7.0 eredita tutte le novità del kernel Linux 7.0 che non dipendono da componenti proprietari. Questo include il supporto alle istruzioni atomiche a 64 byte su ARM64, le estensioni Zicfiss e Zicfilp per RISC‑V e il supporto agli atomic cmpxchg a 128 bit su LoongArch. Arrivano anche i miglioramenti ai filesystem, come il direct I/O avanzato per Btrfs, l’auto‑riparazione autonoma per XFS e il nuovo filesystem immutabile nullfs.

GNU Linux‑libre 7.0: Supporto hardware ampliato e sicurezza migliorata

Il kernel eredita anche i nuovi driver introdotti nella serie 7.0, purché non richiedano firmware proprietari. Tra questi figurano il supporto ai PHY USB dei SoC Google Tensor, ai PHY Type‑C Apple, ai controller DMA Mediatek Dimensity 6300 e 9200, al chipset Qualcomm Kaanapali e ai sistemi Dell OptiPlex 7080. Sono presenti anche miglioramenti per controller SPI multi‑lane e nuove opzioni per la gestione dei namespace tramite open_tree().

Sul fronte della sicurezza, GNU Linux‑libre 7.0 integra le novità del kernel 7.0 come il supporto alle firme post‑quantum ML‑DSA, i miglioramenti a SELinux con il controllo tramite token BPF e gli aggiornamenti ai record NETFILTER_PKT. Il kernel beneficia inoltre delle ottimizzazioni allo swapping, del writeback compresso per zram e del supporto a NFS 4.1 come impostazione predefinita.

Il progetto continua a rivolgersi a chi desidera un sistema completamente libero, senza firmware proprietari e senza codice non redistribuibile.

Installare GNU Linux‑libre 7.0

GNU Linux‑libre 7.0 è già disponibile per Ubuntu e derivate tramite pacchetti deb che possiamo scaricare da questo link.

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