
La versione 1.6.0-rc1 arriva dopo un lavoro intenso sul codice, con una quantità significativa di modifiche interne che gli sviluppatori invitano a testare con attenzione. L’urgenza è legata alla necessità di pubblicare la versione stabile prima del Debian Import Freeze del 20 febbraio, così da garantire la presenza di Back In Time nella prossima release LTS di Ubuntu. Questo rende la release candidate particolarmente strategica, perché rappresenta la base su cui verrà costruita la versione definitiva.
Supporto a gocryptfs e rimozione di EncFS
Una delle novità più rilevanti è l’introduzione del supporto a gocryptfs per i profili di backup locali. Si tratta di un cambiamento importante, perché offre un metodo di cifratura moderno, attivamente mantenuto e più sicuro rispetto a soluzioni precedenti. Parallelamente, il supporto a EncFS viene rimosso per i nuovi profili, segnando un passaggio netto verso tecnologie più affidabili e aggiornate. Questa scelta riflette l’evoluzione delle pratiche di sicurezza nel mondo Linux e la volontà del progetto di mantenere un livello elevato di protezione dei dati.
Nuove dipendenze e requisiti aggiornati
Back In Time 1.6.0-rc1 introduce alcune nuove dipendenze che gli utenti dovranno considerare prima dell’installazione. Tra queste compaiono gocryptfs, bash e python3-pyqt6.qtsvg, mentre la versione minima richiesta di Python sale alla 3.11. Questo aggiornamento del requisito Python indica un allineamento alle versioni più recenti delle distribuzioni Linux e permette al progetto di sfruttare funzionalità moderne del linguaggio.
Un nuovo logo e un codice profondamente riorganizzato
La release candidate introduce anche un nuovo logo per l’applicazione, segno di un rinnovamento visivo che accompagna i cambiamenti tecnici.

Ma la parte più significativa riguarda la riorganizzazione del codice: una revisione estesa che richiede test approfonditi da parte della community. Gli sviluppatori sottolineano l’importanza del feedback, anche in assenza di problemi evidenti, per garantire la stabilità della futura versione 1.6.0.
Possiamo già testare Back In Time 1.6.0-rc1 su Arch Linux e derivate tramite AUR (immagini articolo).