Canonical introduce MicroCloud 3.1 come primo passo della nuova serie 3.x, proponendo un approccio più maturo alla gestione di cluster e infrastrutture distribuite installate direttamente su hardware locale.

L’obiettivo è offrire un ambiente pronto all’uso per chi vuole costruire sistemi scalabili con archiviazione condivisa, rete virtuale sicura e orchestrazione centralizzata, senza dover affrontare configurazioni complesse. Il tutto è fornito come pacchetto snap, che include gli strumenti necessari per coordinare i nodi e mantenere l’intero cluster operativo.
Il progetto si basa su un insieme di tecnologie consolidate che lavorano in modo integrato. LXD gestisce container e macchine virtuali, OVN fornisce la rete virtuale e Ceph si occupa dello storage distribuito. L’utente non deve configurare manualmente questi componenti, perché MicroCloud automatizza l’intero processo su ogni nodo. Anche se Ubuntu Server è la piattaforma di riferimento, l’uso dei pacchetti snap permette di installare MicroCloud su molte altre distribuzioni, ampliando notevolmente la flessibilità del sistema.
La creazione del cluster è pensata per essere immediata. Grazie a mDNS, i nuovi server vengono individuati automaticamente nella rete locale. Avviando la procedura con un semplice comando, il sistema rileva gli altri nodi, propone l’integrazione dei dischi nello storage Ceph e guida nella configurazione della rete virtuale. L’aggiunta di ulteriori nodi avviene con un comando dedicato, mentre la configurazione può essere salvata in YAML per replicare lo stesso ambiente in futuro.
Lo storage distribuito è progettato per garantire continuità operativa anche in caso di guasti. La replica dei dati su più nodi evita la perdita di informazioni e permette di mantenere attivo il cluster anche quando una parte dell’infrastruttura non risponde. Per ottenere questo livello di affidabilità è necessario che almeno tre macchine dispongano di dischi dedicati allo storage Ceph, così da distribuire correttamente i dati.
Una volta operativo, il cluster permette di eseguire applicazioni in container o macchine virtuali, con accesso allo storage condiviso e agli strumenti di gestione centralizzata. Le risorse possono essere assegnate in modo granulare, includendo CPU, memoria, dispositivi USB, GPU e unità di archiviazione. Le istanze possono essere migrate tra nodi senza interruzioni e salvate tramite snapshot. I dati di monitoraggio e i log possono essere esportati verso sistemi come Prometheus e Grafana per un controllo completo.
La nuova versione introduce funzionalità che migliorano la gestione quotidiana. Il Cluster Manager permette di controllare più cluster da un’unica interfaccia, semplificando il lavoro di chi gestisce infrastrutture distribuite. Dopo l’installazione iniziale viene generato un accesso temporaneo al pannello web, utile per configurare nodi, reti, pool di archiviazione e immagini. È stata inoltre aggiunta una versione sperimentale di MicroOVN, che offre un livello di astrazione più alto rispetto ai flussi tradizionali, lavorando con router e switch logici per una gestione più intuitiva della rete.
Fonte: Linuxiac