Manca poco al rilascio di LibreOffice 26.2, e per l’occasione The Document Foundation ha deciso di rimuovere completamente il marchio “Community Edition”. Questa scelta rappresenta la fine di un percorso iniziato anni fa, quando si tentò prima l’etichetta “Personal Edition” e poi quella “Community Edition” per distinguere la versione gratuita da eventuali edizioni aziendali fornite da partner commerciali. Entrambe le denominazioni, però, non hanno mai convinto davvero gli utenti, generando più confusione che chiarezza.

La dicitura “Personal Edition”, introdotta inizialmente, fu accolta negativamente perché sembrava limitare l’uso della suite a contesti non professionali, nonostante LibreOffice fosse sempre rimasto completamente libero anche per aziende e organizzazioni. Per evitare fraintendimenti, The Document Foundation scelse di sostituirla con “Community Edition”, un termine più neutro ma comunque percepito come ambiguo. Anche questa etichetta, infatti, lasciava intendere l’esistenza di una versione “non community”, creando dubbi tra gli utenti meno esperti e complicando la comunicazione del progetto.
Una scelta che semplifica l’identità della suite
Con LibreOffice 26.2, la fondazione ha deciso di tornare a un’identità unica e chiara: LibreOffice è semplicemente LibreOffice. La rimozione del marchio “Community Edition” elimina ogni possibile interpretazione errata e rafforza l’idea che la suite sia un progetto libero, aperto e utilizzabile da chiunque, senza limitazioni. La decisione di abbandonare il marchio è quindi un ritorno alla semplicità. La suite continua a essere sviluppata dalla community e supportata da partner professionali, ma senza etichette che possano generare confusione. L’identità del progetto torna a essere immediata e coerente, facilitando la comunicazione verso nuovi utenti e organizzazioni che valutano l’adozione di LibreOffice.