Tributary: Rhythmbox rinasce in GTK4 con Rust

Tributary è un progetto giovane ma già molto interessante: un music player scritto in Rust, basato su GTK4 e libadwaita, che reimmagina l’esperienza classica di Rhythmbox in una veste moderna e coerente con il design GNOME attuale. L’obiettivo è chiaro: offrire un’app capace di mantenere la struttura familiare del vecchio Rhythmbox, ma con tecnologie aggiornate e un’interfaccia più fluida.

Il progetto nasce dall’idea di John‑Michael Mulesa, che ha voluto creare un player capace di combinare la vista libreria in stile iTunes/Rhythmbox con il supporto a backend moderni. Negli ultimi anni sono comparsi molti player GTK4 minimalisti, spesso orientati a un uso locale e con poche funzioni avanzate. Tributary invece punta a essere un vero media manager, capace di gestire librerie complesse e fonti diverse.

Oltre ai file locali, l’app può accedere a server Jellyfin, Plex, condivisioni DAAP e servizi compatibili con Subsonic o Navidrome. Questo la rende adatta a chi utilizza server personali o soluzioni di streaming domestico. È presente anche una sezione dedicata alle radio online, integrata direttamente nell’interfaccia principale.

L’aspetto visivo richiama volutamente Rhythmbox, con una sidebar per le sorgenti, una vista centrale per album e brani e un layout che privilegia la gestione di grandi librerie. L’uso di GTK4 e libadwaita garantisce animazioni fluide, adattamento automatico ai temi e un comportamento coerente con il resto del desktop GNOME.

Tributary e le ambizioni a lungo termine

Tributary è ancora in fase alpha, quindi alcune funzioni storiche di Rhythmbox non sono presenti. Non essendo basato sul codice originale, non può replicare tutto ciò che Rhythmbox ha accumulato in anni di sviluppo. Ad esempio, non è prevista la gestione dei dispositivi multimediali tramite drag‑and‑drop. Tuttavia, la base tecnica è solida e il progetto punta a essere multipiattaforma, con supporto previsto per Linux, Windows e macOS.

Questa scelta amplia notevolmente il potenziale pubblico e dimostra la volontà di costruire un’app moderna e versatile. L’uso di Rust contribuisce a prestazioni elevate e a una maggiore sicurezza del codice, mentre GTK4 permette di mantenere un’interfaccia nativa su Linux e coerente sugli altri sistemi.

Il contesto in cui nasce Tributary è significativo. Rhythmbox, pur essendo ancora presente in molte distribuzioni, mostra i limiti di un codice basato su GTK3 e di un design che non si integra più con il desktop GNOME attuale. Molte distribuzioni stanno cercando alternative moderne, e Ubuntu in particolare ha mostrato interesse crescente verso applicazioni scritte in Rust. Non è impossibile immaginare che un progetto come Tributary possa attirare l’attenzione dei team desktop in futuro.

Installare Tributary

Tributary è disponibile come pacchetti deb e rpm, in attesa di approdare su Flathub (attualmente disponibile solo il pacchetto Flatpak scaricabile “localmente”).

Abbiamo testato Tributary su Arch Linux con ambiente desktop GNOME 50.1 (immagini articolo).

Home Tributary

Fonte: OmgUbuntu

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