Zed ha annunciato un cambiamento significativo nel modo in cui gestisce le edit prediction, aprendo la strada a una maggiore flessibilità per chi sviluppa ogni giorno. La novità principale è la possibilità di scegliere tra diversi provider, ognuno con caratteristiche e approcci differenti, così da adattare il comportamento del modello al proprio stile di scrittura del codice.

L’obiettivo è offrire suggerimenti più precisi, rapidi e coerenti con il contesto, evitando quelle situazioni in cui le predizioni automatiche finiscono per rallentare invece di aiutare.
Un’architettura a provider che semplifica l’integrazione
In passato, aggiungere un nuovo provider richiedeva interventi su più componenti del sistema. Con la nuova architettura, Zed ha reso tutto più modulare. La gestione dello stato, l’integrazione con l’interfaccia, il debouncing e la cache sono ora responsabilità del core dell’editor. Chi vuole integrare un modello deve solo occuparsi degli aspetti specifici: costruire il prompt a partire dal contesto, effettuare la chiamata all’API e interpretare la risposta. Questo approccio rende più semplice sperimentare nuovi modelli e permette alla community di contribuire con maggiore agilità.
I provider disponibili: dal nuovo Zeta2 a Mercury Coder e Ollama
Zeta resta il modello predefinito, progettato internamente e ottimizzato per il formato contestuale di Zed. A breve arriverà Zeta2, una versione più veloce e accurata, frutto di un addestramento migliorato. Accanto a questo, Zed ha stretto collaborazioni con realtà che lavorano su tecniche differenti. Mercury Coder utilizza un’architettura a diffusione che rielabora l’intero output in parallelo, offrendo predizioni fluide e immediate. Sweep punta sulla velocità grazie a un formato diff personalizzato e a un’infrastruttura di inferenza estremamente reattiva. Ollama, invece, permette di usare modelli open‑weight direttamente in locale, mantenendo il codice sul proprio hardware senza inviarlo a servizi esterni. Sono supportati anche GitHub Copilot con le Next Edit Suggestions e Codestral, ampliando ulteriormente le possibilità di scelta.
Una personalizzazione che migliora il flusso di lavoro
La scelta del provider può influire in modo significativo sulla qualità delle predizioni, soprattutto in base al linguaggio utilizzato, alla dimensione del progetto e al proprio modo di intervenire sul codice.
Zed invita a sperimentare per trovare la combinazione più efficace. La configurazione avviene tramite il Settings Editor, dove è possibile passare da un provider all’altro in pochi istanti. Questa libertà consente di adattare l’editor a scenari diversi, dal refactoring intensivo alla scrittura di nuove funzionalità, mantenendo sempre un flusso di lavoro fluido.
Per installare Zed Editor su Linux consiglio di consultare il nostro articolo dedicato.