Disktree una treemap interattiva per scoprire cosa occupa spazio su disco

  • Categoria dell'articolo:Software
  • Articolo pubblicato:30 Settembre 2026
disktree KDE Linux

Quando lo spazio libero sul disco inizia a diminuire, individuare rapidamente i file responsabili non è sempre semplice. du, df e i normali file manager possono fornire informazioni utili, ma spesso manca una rappresentazione immediata di quali directory stiano realmente consumando più spazio. Disktree affronta il problema attraverso una treemap interattiva pensata per Omarchy.

L’applicazione analizza per impostazione predefinita la directory home e rappresenta file e cartelle attraverso un mosaico nel quale le dimensioni dei riquadri corrispondono allo spazio effettivamente occupato. Le directory possono essere esplorate con mouse e tastiera, mentre il pannello laterale mantiene sempre sotto controllo le dimensioni analizzate e lo spazio libero disponibile sul volume.

Disktree è realizzato con GPUI tramite gpui-omarchy e segue quindi il tema utilizzato dal desktop Omarchy. La classificazione dei contenuti permette inoltre di distinguere visivamente diverse tipologie di dati, come codice, toolchain, repository Git, file multimediali, documenti, cache e file sincronizzati.

La visualizzazione può essere modificata utilizzando tre criteri principali: Size, Files e Age. Nella modalità Size i riquadri riflettono le dimensioni occupate, mentre Files evidenzia il numero di file presenti. Age utilizza invece il momento dell’ultima modifica per distribuire visivamente i contenuti.

Un aspetto interessante riguarda la gestione dei dati potenzialmente eliminabili. Una trama diagonale identifica cache, cronologie di sincronizzazione, package store e output di compilazione che possono rappresentare spazio recuperabile. La colorazione rimane invece legata alla tipologia dei dati, permettendo di capire rapidamente anche che tipo di contenuto sta occupando il disco.

Selezione, navigazione e rimozione dei file

Disktree non elimina immediatamente ciò che viene selezionato. L’utente può contrassegnare liberamente file e directory e successivamente aprire la schermata di revisione per controllare l’elenco completo prima di procedere.

La selezione può essere effettuata con mouse e tastiera. Una directory contrassegnata comprende automaticamente tutto il suo contenuto, mentre i singoli elementi al suo interno non possono essere gestiti separatamente finché la directory superiore rimane selezionata. Il comportamento è reversibile, quindi è possibile rimuovere un contrassegno prima dell’operazione definitiva.

La navigazione nella treemap è pensata per essere rapida anche con la tastiera. Enter permette di entrare nella directory selezionata, mentre Backspace ed Escape consentono di risalire. Lo zoom può essere controllato con il mouse oppure con i tasti + e -, mentre 0 ripristina la visualizzazione. È inoltre disponibile una cronologia delle directory visitate.

Quando arriva il momento di eliminare i dati, Disktree offre due modalità:

  • Move to trash, che utilizza il cestino di sistema quando disponibile e mantiene quindi la possibilità di recuperare i file;
  • Delete permanently, che esegue una rimozione permanente dopo una richiesta di conferma.

Dopo l’operazione il programma esegue nuovamente la scansione, aggiornando i valori mostrati nell’interfaccia e indicando quanto spazio libero è stato effettivamente recuperato.

La misurazione predefinita utilizza st_blocks × 512, cioè lo spazio realmente occupato sul disco e coerente con quanto normalmente riportato da du. È possibile passare anche alla dimensione apparente, corrispondente a quella visibile attraverso le informazioni sulla dimensione dei file.

Disktree gestisce inoltre gli hard link evitando di conteggiare più volte lo stesso inode e non segue i link simbolici. I file nascosti vengono inclusi nella scansione, una scelta particolarmente importante su Linux perché directory come ~/.cache possono arrivare a occupare quantità significative di spazio.

L’applicazione permette anche di cambiare volume attraverso un apposito selettore, mostrando lo spazio libero disponibile e ordinando i volumi in base a quanto sono pieni. Con v si può aprire il selettore, mentre l’opzione --disk permette di analizzare l’intero disco associato alla directory home.

Su sistemi Linux la scansione rimane normalmente confinata al volume selezionato e ignora filesystem temporanei, /proc, /sys, /run, altri dischi, condivisioni di rete e punti di montaggio automatici. L’opzione -X permette invece di attraversare anche questi confini.

Su macOS sono presenti alcune differenze legate al funzionamento di APFS, Time Machine, file clonati e dati disponibili esclusivamente sul cloud. L’accesso completo al disco può inoltre essere necessario per leggere directory protette dal sistema. In assenza delle autorizzazioni richieste, Disktree segnala gli elementi non leggibili invece di inventarne le dimensioni.

Il risultato è uno strumento pensato per trasformare una domanda molto comune, “cosa sta riempiendo il mio disco?“, in un’esplorazione visiva immediata. La combinazione tra treemap, informazioni sullo spazio libero, selezione reversibile e revisione prima della cancellazione permette di individuare i principali consumatori di spazio mantenendo il controllo sull’operazione.

Installare Disktree

Disktree è un progetto ancora in fase di sviluppo, per Linux viene rilasciato con un semplice installer (non richiede i permessi di root) basta scaricare il file tar.gz estrarlo e avviare il file install.sh. Abbiamo testato Disktree su Kubuntu 26.04 LTS.

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