PlayStation 5 trasformata in un PC Linux da gaming

La trasformazione di una PlayStation 5 in un vero PC da gaming è diventata realtà grazie al lavoro di Andy Nguyen, ricercatore di sicurezza noto per le sue analisi sulle piattaforme chiuse. Il porting di Linux sulla console Sony ha permesso di avviare Ubuntu 24.04.4 e di eseguire applicazioni complesse come Steam, aprendo la strada a un utilizzo completamente diverso dell’hardware. La dimostrazione più impressionante riguarda l’esecuzione di GTA V con ray tracing attivo in modalità High RT, mantenendo una risoluzione di 1440p e un frame rate stabile di 60 fps, un risultato che evidenzia la potenza dell’APU AMD integrata.

Il sistema preparato utilizza un kernel Linux 6.19 e offre supporto completo per audio e video tramite HDMI, con uscita fino al 4K. Tutte le porte USB risultano operative, rendendo l’ambiente utilizzabile come un normale PC. La configurazione mostrata imposta la CPU a 3.2 GHz e la GPU a 2.0 GHz, con la possibilità di spingersi fino a 3.5 GHz e 2.23 GHz rispettivamente, anche se questo porta rapidamente al surriscaldamento del modello PS5 Slim.

Per superare le protezioni del caricamento firmware è stato utilizzato l’exploit Byepervisor, compatibile solo con versioni di sistema risalenti a due anni fa. Questo metodo sfrutta due vulnerabilità nel livello del hypervisor, permettendo di avviare un sistema operativo alternativo. La procedura richiede una prima fase basata su UMTX, un exploit che agisce tramite WebKit o tramite un disco Blu‑ray appositamente preparato, consentendo l’esecuzione di file ELF non autorizzati. Successivamente viene lanciato byepervisor.elf, che porta la console in uno stato di ripristino controllato da cui è possibile caricare Linux.

Per gestire la GPU AMD personalizzata della PS5 è stato sviluppato un patchset dedicato per Mesa, già proposto per l’inclusione ufficiale. Questo intervento permette di sfruttare appieno le capacità grafiche della console all’interno dell’ambiente Linux, rendendo possibile l’esecuzione di giochi moderni con prestazioni elevate.

La struttura interna della PS5, basata su un APU AMD con un processore di sicurezza PSP, prevede un percorso di avvio rigidamente controllato. Il BootROM verifica la firma digitale del bootloader utilizzando chiavi integrate nel chip, impedendo l’esecuzione di codice non autorizzato. L’exploit interviene proprio nella fase del hypervisor, aggirando la catena di verifica senza modificare fisicamente la console.

Fonte: videocardz

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