Gli utenti che arrivano da Windows spesso notano subito una mancanza in Ubuntu con GNOME: l’impossibilità di creare un nuovo file con un semplice clic destro sul desktop o all’interno di una cartella. Un gesto considerato naturale da milioni di persone, ma assente nell’esperienza predefinita di Nautilus, che richiede l’uso del terminale o del sistema dei modelli. Right Click File nasce proprio per colmare questo vuoto e rendere più fluido il passaggio a Linux.

Il progetto introduce una voce dedicata nel menu contestuale, permettendo di generare rapidamente un file vuoto nel punto esatto in cui ci si trova. L’obiettivo è ridurre attriti, velocizzare le operazioni quotidiane e offrire un comportamento più prevedibile a chi è abituato a un’interazione diversa con il file manager.
Right Click File è pensato per Ubuntu 20.04, 22.04 e 24.04 con GNOME e Nautilus, insieme all’estensione DING per la gestione delle icone sul desktop. Anche altre distribuzioni basate su Debian con la stessa configurazione potrebbero risultare compatibili, pur non essendo ancora supportate ufficialmente.
L’aggiunta principale è la voce “Create a file here…”, disponibile sia sul desktop sia in tutte le cartelle aperte con Nautilus. Una volta selezionata, si apre una finestra che mostra il percorso completo in cui verrà creato il file e un campo per assegnargli un nome. Dopo la conferma, il file viene generato e aperto automaticamente con l’editor di testo predefinito, così da poter iniziare subito a lavorare.
Questa soluzione risponde a un’esigenza concreta: molti utenti non conoscono il sistema dei modelli di GNOME o non desiderano configurarlo, mentre altri preferiscono evitare il terminale per operazioni semplici. Right Click File offre un approccio immediato, riducendo il numero di passaggi necessari e rendendo l’ambiente più accogliente per chi sta muovendo i primi passi nel mondo Linux.
L’integrazione con Nautilus e con il desktop GNOME è pensata per essere discreta e coerente con il resto dell’interfaccia. Il progetto si concentra su un’unica funzione, ma lo fa in modo pulito e affidabile, senza introdurre complessità aggiuntive o comportamenti inattesi.
Questa piccola estensione mostra come anche un dettaglio apparentemente secondario possa migliorare sensibilmente l’esperienza d’uso. In molti casi, infatti, la produttività non dipende da grandi rivoluzioni, ma da strumenti che eliminano frizioni quotidiane e rendono più naturale l’interazione con il sistema.