systemd 260 Rilasciato tutte le novità della nuova release

systemd 260 è una delle release più vaste degli ultimi anni, con cambiamenti che toccano praticamente ogni componente del sistema.

La novità più importante è la rimozione definitiva del supporto agli script SysV, un passaggio storico che completa la transizione verso unit file nativi. Oltre a questo, arrivano nuove API, un framework di reportistica, miglioramenti a networkd, udev, systemd‑boot, container, sicurezza e gestione delle immagini.

La rimozione del supporto SysV comporta l’eliminazione di systemd‑sysv‑generator, rc‑local.service e altri componenti collegati. Chi utilizza ancora script SysV deve convertirli in unit file nativi. Contestualmente, vengono aggiornate le versioni minime richieste di molte librerie e del kernel: la baseline passa da 5.4 a 5.10, con 6.6 raccomandato per funzionalità complete.

Tra le nuove funzionalità spicca FANCY_NAME= in os‑release, pensato per mostrare nomi più ricchi e stilizzati nelle interfacce. Arriva anche un nuovo framework di reportistica basato su Varlink, con il comando systemd‑report che aggrega metriche in JSON. Viene introdotto il concetto di “mstack”, un sistema per definire overlayfs e bind mount tramite directory strutturate, utile per container e servizi auto‑descrittivi.

Sul fronte del service manager, arrivano nuove opzioni come RootMStack=, BindNetworkInterface=, ConditionPathIsSocket= e AssertPathIsSocket=. PrivateUsers= guadagna la modalità “managed”, che assegna automaticamente un range di UID/GID tramite systemd‑nsresourced. Il supporto a SCHED_EXT permette di sfruttare il nuovo scheduler del kernel. Arriva anche MemoryTHP= per controllare le Transparent Huge Pages per servizio.

udev introduce nuove proprietà come ID_INTEGRATION= per distinguere dispositivi interni ed esterni, un nuovo builtin tpm2_id per identificare TPM2 e un miglioramento nella gestione della luminosità minima. Le interfacce MCTP ricevono naming persistente. Le permission dei dispositivi PTP vengono aggiornate per consentire letture non privilegiate.

systemd‑networkd ottiene integrazione con ModemManager tramite una nuova sezione [MobileNetwork], permettendo connessioni cellulari direttamente da networkd. Arrivano nuove opzioni per Scatter/Gather, offload TCP e reporting IP più leggibile. networkctl up/down ora usa Varlink invece di RTNL.

systemd‑boot introduce LoaderEntryPreferred, un nuovo metodo Install() via Varlink e un’opzione per includere informazioni sul disco nella descrizione EFI. ukify ora supporta file hwid per mappare automaticamente DeviceTree su dispositivi ARM.

Molti componenti ricevono aggiornamenti significativi: systemd‑resolved aggiunge FirewallMark= e supporto ifindex=0 per mDNS; systemd‑sysupdate introduce un nuovo flusso “acquire”; systemd‑vmspawn supporta macchine effimere e qcow2; systemd‑nsresourced migliora la gestione degli UID transienti e dei container annidati; systemd‑portabled ora funziona anche come servizio utente.

Tra le novità più tecniche troviamo supporto dm‑integrity in systemd‑repart, nuove policy di dissezione immagini, miglioramenti a systemd‑keyutil, supporto polkit interattivo in sysext e varlinkctl, un’interfaccia Varlink per journalctl, supporto OCI in importd e un nuovo tool systemd‑mstack. systemd‑oomd introduce hook pre‑kill, mentre systemd‑analyze guadagna identify‑tpm2.

Infine, tornano i target runlevel0‑6, getty@.service richiede abilitazione esplicita e molte unit ricevono piccoli aggiustamenti.

systemd 260 è una release che modernizza profondamente il sistema, elimina compatibilità storiche ormai superate e introduce nuove basi per container, sicurezza, networking e gestione del sistema.

Note di rilascio systemd 260

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