Ubuntu 25.10 Questing Quokka Rilasciato, ecco le principali novità

Canonical ha rilasciato ufficialmente Ubuntu 25.10 Questing Quokka, una versione che promette di ridefinire gli standard delle distribuzioni moderne.

Questa release rappresenta l’ultima versione intermedia prima del prossimo rilascio LTS previsto per aprile 2026, e Canonical ha voluto caratterizzarla con innovazioni sostanziali che vanno ben oltre i semplici aggiornamenti incrementali.

Il nome in codice Questing Quokka richiama l’idea di una ricerca continua verso l’eccellenza tecnologica, un obiettivo che emerge chiaramente dalle scelte progettuali adottate dal team di sviluppo.

Ubuntu 25.10 include le features che troveremo nella prossima LTS

Ubuntu 25.10 si inserisce in un contesto evolutivo particolare, poiché costituisce il trampolino di lancio verso la prossima versione LTS che arriverà nella primavera del 2026. Le scelte tecnologiche operate in questa release intermedia influenzeranno quindi direttamente le caratteristiche della versione enterprise, destinata a rimanere in produzione per anni nei server e nelle workstation di tutto il mondo. Questo ruolo di anticipazione rende Ubuntu 25.10 particolarmente significativa dal punto di vista strategico, poiché consente di sperimentare tecnologie innovative in un contesto reale prima di integrarle definitivamente nella versione di supporto a lungo termine.

Il Kernel Linux 6.17 e le Innovazioni di Sistema

Ubuntu 25.10 sarà equipaggiato con il kernel Linux 6.17, una scelta che continua la tradizione di Canonical di offrire sempre le versioni più recenti del cuore pulsante del sistema operativo. Questo kernel porta con sé numerose migliorie che toccano ogni aspetto del sistema, dal supporto hardware alle prestazioni generali, passando per la sicurezza e la gestione energetica. Il kernel 6.17 introduce il supporto SMP incondizionato, una caratteristica che migliora significativamente le prestazioni sui sistemi multiprocessore, ottimizzando la distribuzione del carico di lavoro tra i vari core della CPU.

Le novità del kernel 6.17 includono anche aggiornamenti sostanziali ai driver grafici, con miglioramenti particolarmente evidenti per le schede video Intel e AMD. Questi progressi si traducono in prestazioni grafiche superiori, maggiore stabilità durante l’utilizzo di applicazioni intensive e un migliore supporto per le funzionalità avanzate delle GPU moderne. Gli utenti di laptop e dispositivi portatili apprezzeranno inoltre le capacità di gestione energetica potenziate, che permettono di prolungare l’autonomia della batteria senza sacrificare le prestazioni quando necessario.

Il supporto esteso per nuove piattaforme SoC rappresenta un altro aspetto fondamentale di questo kernel, aprendo le porte a un’integrazione più profonda di Ubuntu con l’ecosistema hardware emergente. Questa attenzione verso architetture diverse da quella x86 tradizionale riflette la consapevolezza di Canonical dell’importanza crescente di dispositivi basati su ARM e altre architetture alternative. L’inclusione del kernel 6.17 garantisce inoltre che gli utenti possano sfruttare immediatamente le potenzialità dell’hardware di ultima generazione, senza dover attendere mesi per ricevere gli aggiornamenti necessari attraverso backport o patch successive.

Una delle innovazioni più significative dal punto di vista dell’infrastruttura riguarda l’adozione di Dracut come generatore predefinito di initramfs. Questo cambiamento fondamentale nell’architettura di boot del sistema promette una maggiore affidabilità durante la fase di avvio e una gestione più robusta delle configurazioni hardware complesse. Dracut rappresenta una tecnologia matura e ampiamente testata in altre distribuzioni enterprise, e la sua integrazione in Ubuntu conferma la volontà di Canonical di adottare soluzioni consolidate e affidabili. Il generatore di initramfs svolge un ruolo critico nel processo di avvio, occupandosi del caricamento dei moduli del kernel necessari per montare il filesystem root e avviare correttamente il sistema operativo.

Arriva GNOME 49

L’ambiente desktop rappresenta il punto di contatto principale tra l’utente e il sistema operativo, e Ubuntu 25.10 introduce miglioramenti sostanziali proprio in questo ambito cruciale. GNOME 49 porta con sé una serie di raffinamenti che rendono l’esperienza quotidiana più fluida e intuitiva, con particolare attenzione ai dettagli che fanno davvero la differenza nell’uso pratico. I controlli multimediali integrati nella schermata di blocco permettono di gestire la riproduzione di musica e video senza dover sbloccare il dispositivo, una funzionalità particolarmente apprezzata durante l’ascolto di podcast o playlist musicali.

Una delle aggiunte più richieste dalla comunità riguarda i cursori di luminosità individuali per ogni monitor nelle impostazioni rapide. Gli utenti che lavorano con configurazioni multi-monitor hanno sempre dovuto ricorrere a soluzioni alternative o applicazioni di terze parti per regolare indipendentemente la luminosità di ciascun display. Con GNOME 49 questa limitazione viene finalmente superata, offrendo un controllo granulare direttamente dall’interfaccia di sistema. Questo miglioramento riflette l’attenzione del team GNOME verso le esigenze concrete degli utenti che utilizzano il desktop in contesti professionali complessi.

Ubuntu 25.10 addio a X.org

Ubuntu 25.10 segna l’adozione completa di Wayland, abbandonando definitivamente il supporto per le sessioni X.org. Questa transizione rappresenta un momento storico nell’evoluzione della distribuzione, chiudendo un capitolo lungo decenni e aprendo la strada a un futuro basato su tecnologie moderne e sicure. Wayland offre vantaggi sostanziali rispetto al tradizionale X.org, inclusa una maggiore sicurezza grazie all’isolamento delle applicazioni, prestazioni grafiche migliorate e una gestione più efficiente degli input da dispositivi touch e multi-touch.

Il passaggio a Wayland non è stato privo di sfide, particolarmente per quanto riguarda la compatibilità con le schede grafiche NVIDIA, che per anni hanno presentato problematiche con il nuovo protocollo di visualizzazione. Canonical ha lavorato intensamente per risolvere questi problemi, collaborando direttamente con NVIDIA per migliorare i driver proprietari e garantire un’esperienza stabile e performante anche su hardware di questo produttore. Gli utenti di schede grafiche NVIDIA possono finalmente beneficiare pienamente dei vantaggi di Wayland senza dover rinunciare alle prestazioni o alla stabilità che caratterizzavano le sessioni X.org.

L’abbandono di X.org comporta anche una semplificazione dell’infrastruttura del sistema, eliminando la necessità di mantenere due stack grafici paralleli e permettendo agli sviluppatori di concentrare le proprie energie sul perfezionamento di Wayland. Questa scelta coraggiosa posiziona Ubuntu all’avanguardia tra le distribuzioni mainstream, anticipando una tendenza che diventerà sempre più diffusa nei prossimi anni. Gli utenti che ancora dipendono da applicazioni legacy incompatibili con Wayland potranno comunque utilizzarle grazie a XWayland, un layer di compatibilità che permette di eseguire applicazioni X11 all’interno di una sessione Wayland.

Ubuntu 25.10: Nuove Applicazioni

Il rinnovamento di Ubuntu 25.10 passa anche attraverso la scelta di nuove applicazioni predefinite che sostituiscono strumenti storici della distribuzione. Loupe di GNOME diventa il visualizzatore di immagini predefinito, prendendo il posto di Eye of GNOME che ha servito fedelmente gli utenti Ubuntu per molti anni. Loupe rappresenta un significativo passo avanti in termini di design moderno e funzionalità, offrendo un’interfaccia pulita e intuitiva perfettamente integrata con le linee guida di design di GNOME. Il nuovo visualizzatore gestisce in modo più efficiente le immagini ad alta risoluzione e supporta un numero maggiore di formati grafici moderni.

Ptyxis sostituisce GNOME Terminal come emulatore di terminale predefinito, portando con sé funzionalità avanzate particolarmente apprezzate dagli sviluppatori e dagli amministratori di sistema. Questa applicazione offre una gestione migliorata dei profili, permettendo di configurare rapidamente diverse sessioni di terminale con caratteristiche specifiche. Il supporto nativo per i container rappresenta una delle caratteristiche più innovative di Ptyxis, facilitando il lavoro con ambienti di sviluppo isolati e tecnologie di containerizzazione sempre più diffuse nel mondo professionale.

Ubuntu 25.10 e RISC-V

Canonical dimostra una visione lungimirante anche nel supporto per architetture hardware alternative. La distribuzione pianifica una sessione desktop RISC-V completamente funzionale, richiedendo il profilo ISA RVA23 per la maggior parte delle applicazioni. RISC-V rappresenta una delle architetture emergenti più promettenti, basata su un instruction set aperto che sta guadagnando rapidamente popolarità in ambito embedded e sta cominciando a farsi strada anche nel mondo dei computer desktop e server. Il supporto precoce di Ubuntu per questa architettura posiziona la distribuzione come piattaforma ideale per sperimentare con questa tecnologia innovativa.

I sistemi ARM64 ricevono anch’essi attenzioni particolari con l’inclusione dello stub di avvio UEFI minimale chiamato “stubble”, progettato per migliorare l’affidabilità del processo di boot su queste piattaforme. L’architettura ARM sta conquistando quote crescenti nel mercato dei server e delle workstation, e Canonical riconosce l’importanza di offrire un’esperienza ottimale anche su questi sistemi. Lo stub stubble riduce la complessità del bootloader e diminuisce i potenziali punti di fallimento durante l’avvio, contribuendo a rendere Ubuntu 25.10 più stabile e affidabile su hardware ARM64.

Note di rilascio Ubuntu 25.10 Questing Quokka
Download Ubuntu 25.10 Questing Quokka

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