
Il nuovo aggiornamento stabile di Manjaro sembra ormai segnare il completamento dello sviluppo di Manjaro 26.1 “Bian-May”, una versione sulla quale il progetto ha lavorato negli ultimi mesi. L’aggiornamento porta la distribuzione verso una nuova generazione di componenti software, con particolare attenzione al kernel Linux, all’ambiente desktop KDE Plasma e a numerosi pacchetti presenti nei repository ufficiali.
Per gli utenti che utilizzano già Manjaro Stable non è necessario effettuare una nuova installazione. Il modello rolling release permette infatti di ricevere progressivamente le novità attraverso un normale aggiornamento completo del sistema. Questo significa che gli utenti possono raggiungere lo stato software di Manjaro 26.1 senza dover attendere necessariamente le nuove immagini ISO.
Rispetto alle prime versioni di sviluppo di Bian-May, la configurazione software è cambiata in modo significativo. La fase iniziale prevedeva Linux 7.0 e KDE Plasma 6.6, mentre l’attuale aggiornamento stabile porta Linux 7.1 e KDE Plasma 6.7.4. Anche GNOME 50 e Xfce 4.20 rimangono tra i principali ambienti disponibili, mentre per gli utenti interessati alle alternative più recenti è disponibile anche COSMIC Desktop 1.5.
Il passaggio a Linux 7.1 è particolarmente importante perché Linux 7.0 ha raggiunto la fine del proprio ciclo di supporto. Manjaro consiglia quindi agli utenti di utilizzare Linux 7.1 oppure una delle versioni LTS ancora supportate. Tra le alternative disponibili figurano Linux 6.18, 6.12, 6.6 e 6.1, mentre Linux 7.2-rc7 può essere utilizzato da chi desidera sperimentare una versione ancora in sviluppo.
Oltre 1.000 pacchetti aggiornati e importanti cambiamenti
L’aggiornamento di Manjaro 26.1 interessa più di 1.000 pacchetti, con numerosi interventi distribuiti nei repository della distribuzione. Il rinnovamento coinvolge diversi componenti del sistema e numerosi strumenti utilizzati quotidianamente dagli utenti.
Tra gli aggiornamenti più interessanti figurano GStreamer 1.28.6, Bazaar 0.9.2, OpenSearch 3.8 e Syncthing 2.1, accompagnati da numerosi aggiornamenti relativi a Python, Deepin e Haskell. Il nuovo stack software punta quindi a mantenere Manjaro allineato con le versioni più recenti delle applicazioni e delle librerie disponibili.
Un altro aspetto importante riguarda il supporto hardware. Gli aggiornamenti del kernel dovrebbero risolvere anche alcune recenti regressioni legate ai driver AMDGPU, un elemento particolarmente interessante per gli utenti che utilizzano schede grafiche AMD su sistemi Manjaro.
Particolare attenzione è richiesta invece agli utenti che utilizzano Python. Manjaro sta effettuando il passaggio a Python 3.14 e alcuni pacchetti provenienti dall’AUR potrebbero richiedere un intervento manuale. In particolare, possono essere coinvolti i pacchetti che installano file direttamente nelle directory site-packages oppure quelli che utilizzano il collegamento alla libreria libpython3.13.so. Dopo l’aggiornamento del sistema potrebbe quindi essere necessario ricostruire questi pacchetti.
Anche il supporto alle schede grafiche NVIDIA più datate richiede qualche attenzione. La serie di driver NVIDIA 590 non supporta più le GPU Pascal, comprese le GeForce GTX 10, oltre alle generazioni precedenti. Gli utenti Manjaro dotati di hardware Pascal, Maxwell o ancora più vecchio devono quindi fare riferimento ai pacchetti legacy 580xx per continuare a utilizzare il supporto proprietario NVIDIA.
Al momento, il progetto non ha ancora pubblicato il tradizionale annuncio separato dedicato alla disponibilità definitiva di Manjaro 26.1 “Bian-May” e delle relative immagini ISO. Per chi utilizza già il ramo Stable, tuttavia, il nuovo stato software è sostanzialmente già disponibile attraverso il normale aggiornamento del sistema.
L’arrivo delle immagini ISO finali rappresenterà quindi soprattutto un riferimento importante per chi desidera effettuare una nuova installazione di Manjaro 26.1, mentre gli utenti esistenti possono già beneficiare delle principali novità senza reinstallare la distribuzione.