
Ecosia, azienda tedesca conosciuta soprattutto per il proprio motore di ricerca orientato alla sostenibilità, ha deciso di ampliare la propria offerta con un browser disponibile anche per Linux. Il progetto si inserisce in un momento particolarmente interessante per il mercato europeo dei sistemi operativi desktop, caratterizzato da una crescita della presenza di Linux e da una progressiva attenzione verso la sovranità digitale.
Secondo i dati citati da Ecosia, la quota di Linux nell’Unione Europea sarebbe passata dal 2,5% del 2024 al 5,7% del 2025. A settembre 2026 il sistema operativo open source avrebbe raggiunto circa il 6,4% del mercato europeo dei computer desktop e delle console. Nello stesso periodo Windows avrebbe invece ridotto la propria quota dall’80,2% al 74,2%.
Per Ecosia, questi numeri rappresentano un’opportunità per rivolgersi a una comunità particolarmente interessata alla privacy, alle tecnologie aperte e alla possibilità di avere maggiore controllo sugli strumenti digitali utilizzati ogni giorno.
Ecosia Browser e la privacy
Ecosia Browser integra come impostazione predefinita il motore di ricerca dell’azienda e include diverse funzioni pensate per limitare il tracciamento durante la navigazione. Il browser può bloccare pubblicità e tracker e permette inoltre di rifiutare automaticamente i cookie non essenziali.
Un altro elemento centrale riguarda il trattamento dei dati. Ecosia afferma di non creare profili pubblicitari basati sulla cronologia delle ricerche senza il consenso dell’utente. La situazione è però più articolata quando si guarda all’infrastruttura utilizzata per fornire i risultati di ricerca.
Una parte delle richieste continua infatti a essere elaborata attraverso Google e Microsoft Bing. Il nuovo browser offre quindi un’esperienza più orientata alla privacy, ma non rappresenta ancora una soluzione completamente indipendente dalle grandi aziende tecnologiche statunitensi.
Il CEO e fondatore di Ecosia, Christian Kroll, considera gli utenti Linux una comunità particolarmente sensibile a questi temi. L’obiettivo dichiarato è mettere a disposizione uno strumento di navigazione coerente con valori come riservatezza, sostenibilità e indipendenza digitale.
Ecosia Browser non è comunque limitato a Linux. Il software è disponibile anche per Windows e macOS, oltre che per dispositivi Android e iOS. Per gli utenti Linux, la distribuzione può avvenire attraverso l’Ubuntu App Center e Snap Store.
Chromium e ricerca europea: l’indipendenza è ancora incompleta
Il principale limite del progetto emerge osservando la tecnologia utilizzata alla base del browser. Ecosia Browser è infatti costruito su Chromium, il progetto open source che costituisce la base tecnologica di Google Chrome, Microsoft Edge e numerosi altri browser.
Questo significa che Ecosia può controllare diversi aspetti dell’esperienza offerta agli utenti, ma continua a dipendere da una componente tecnologica sviluppata principalmente all’interno dell’area controllata da Google.
L’azienda sta comunque cercando di ridurre gradualmente questa dipendenza anche sul fronte della ricerca. Nel 2024 Ecosia e la francese Qwant hanno creato European Search Perspective, iniziativa dedicata alla realizzazione di un’infrastruttura di ricerca europea. Nel 2025 i partner hanno iniziato a utilizzare il proprio indice di ricerca, partendo dalla Francia e puntando successivamente all’espansione in altri mercati.
Il progetto non ha però eliminato completamente l’utilizzo dei servizi dei grandi operatori. Ecosia continua infatti a combinare i risultati provenienti dal proprio indice con quelli forniti da Google e Bing.
Parallelamente, l’Unione Europea sta cercando di aumentare la concorrenza nel settore della ricerca online attraverso il Digital Markets Act. Le nuove misure adottate dalla Commissione Europea nel luglio 2026 prevedono, per i concorrenti idonei, un maggiore accesso a dati anonimi relativi a richieste di ricerca, clic, visualizzazioni e posizionamento dei risultati.
Per i motori di ricerca più piccoli, poter disporre di una quantità maggiore di dati potrebbe diventare fondamentale per migliorare gli algoritmi e ridurre il divario rispetto a Google Search.
Ecosia Browser rappresenta quindi un passo interessante per chi utilizza Linux e cerca alternative ai browser più conosciuti. La direzione è chiaramente quella di una maggiore indipendenza tecnologica europea, ma la strada è ancora lunga: Chromium rimane la base del browser e Google e Microsoft continuano a essere presenti nella filiera della ricerca.