
G’MIC (GREYC’s Magic for Image Computing) è uno dei framework più potenti e versatili per l’elaborazione di immagini su Linux. E’ un progetto che conosco molto bene dato che per anni ho collaborato a questo progetto creando pacchetti di G’MIC per utilizzarli sulle principali distribuzioni Linux. Utilizzato da artisti digitali, fotografi e sviluppatori, è integrato in software come GIMP, Krita e altri editor grafici, oltre a essere disponibile come applicazione da riga di comando. Con il rilascio della versione 3.6, G’MIC introduce una serie di novità che ampliano le possibilità creative e migliorano le prestazioni, confermando il suo ruolo centrale nell’ecosistema open source.
La nuova release è il frutto di mesi di sviluppo e sperimentazione, con l’obiettivo di offrire strumenti avanzati per la manipolazione delle immagini, il rendering 3D e la generazione di effetti visivi. Tra le novità più interessanti troviamo nuovi filtri ispirati a modelli biologici, comandi per la gestione di mesh tridimensionali e una sintassi più espressiva per gli script.
Filtri creativi e algoritmi ispirati alla natura
Uno degli highlight di G’MIC 3.6 è il nuovo filtro “Organic Fibers”, disponibile nella sezione Patterns. Questo filtro genera texture complesse che ricordano strutture biologiche, ispirandosi all’algoritmo Physarum di Jeff Jones. Il risultato è una serie di pattern visivamente affascinanti, ideali per sfondi, texture artistiche o effetti astratti. La possibilità di personalizzare i parametri consente di ottenere variazioni infinite, rendendo il filtro uno strumento potente per la sperimentazione visiva.
Oltre a questo, sono stati introdotti nuovi comandi per la manipolazione di mesh 3D, come normals3d, che calcola i vettori normali delle superfici, e mutlithreaded3d, che abilita il rendering multithread per oggetti tridimensionali. Queste funzioni migliorano notevolmente la velocità e la qualità del rendering, aprendo la strada a nuove applicazioni in ambito grafico e scientifico.
Sintassi potenziata e scripting più flessibile
G’MIC è noto per la sua sintassi potente e compatta, che consente di scrivere comandi e script per elaborazioni complesse. Con la versione 3.6, viene introdotta una nuova espressione sostitutiva, $%, che può essere utilizzata nei loop per rappresentare un valore normalizzato tra 0 e 1. Questo semplifica la scrittura di script dinamici e rende più leggibile il codice.
Inoltre, è ora possibile utilizzare le parentesi graffe nelle strutture do…while, rendendo la sintassi più simile a quella del C++ e migliorando la chiarezza dei blocchi di codice. Queste modifiche non solo facilitano la scrittura di script, ma rendono G’MIC più accessibile a chi proviene da linguaggi di programmazione tradizionali.
Integrazione con GIMP, Krita e uso da terminale
G’MIC 3.6 è disponibile come plug-in per GIMP e Krita, offrendo un’interfaccia grafica intuitiva per accedere ai filtri e agli strumenti. Gli utenti possono applicare effetti, trasformazioni e correzioni direttamente dall’editor, con anteprima in tempo reale e possibilità di salvare preset personalizzati. L’integrazione è fluida e consente di sfruttare la potenza di G’MIC senza dover scrivere codice.
Per gli utenti più esperti, G’MIC è disponibile anche come applicazione da terminale, con supporto per script batch e automazione. Questo lo rende ideale per flussi di lavoro professionali, elaborazione di grandi volumi di immagini o integrazione in pipeline creative.
Installare G’MIC 3.6 su Linux
G’MIC 3.6 è disponibile per Linux attraverso il file zip che possiamo scaricare dal sito ufficiale di G’MIC, estrailo e copia la cartella gmic_gimp nella cartella ~/.config/GIMP/3.0/plug-ins. Dopo aver incollato la cartella, riavvia GIMP e il plugin sarà disponibile nel menu “Filtri” In alternativa possiamo installare G’MIC via Flatpak digitando da terminale:
flatpak install flathub org.gimp.GIMP.Plugin.GMic
ci verrà chiesto di indicare la versione di GIMP installata nella nostra distribuzione ad esempio per GIMP 3.x basta digitare 3.