Cap la registrazione dello schermo open source che rispetta i tuoi dati

Registrare lo schermo, condividere un link e ricevere feedback senza aprire un’altra riunione: è esattamente quello che fa Cap, strumento open source pensato per team che vogliono velocità, qualità e controllo totale sui propri file video. A differenza delle soluzioni proprietarie più diffuse, Cap non ti chiude dentro una piattaforma di cui non puoi vedere il codice né spostare i dati.

L’alternativa diretta è Loom, ma Cap va oltre: permette di importare i video già presenti su Loom e centralizzare tutto in un’unica libreria. Funziona su macOS e Windows con app desktop native, mentre la dashboard web gestisce visualizzazione, condivisione e organizzazione dei contenuti del team. Gli scenari d’uso sono moltissimi (demo di prodotto, segnalazioni di bug, onboarding, tutorial, revisioni di design, standup asincroni, aggiornamenti per i clienti) tutti casi in cui mostrare il lavoro è più efficace che spiegarlo a parole.

Due modalità di registrazione per ogni esigenza

Cap lavora con due approcci distinti a seconda di quanto tempo hai a disposizione e del risultato che vuoi ottenere.

  • Instant Mode punta sulla velocità: il video viene caricato mentre stai ancora registrando, e nel momento in cui premi Stop hai già un link da condividere. Perfetto per segnalare un bug, lasciare un feedback rapido o mandare un aggiornamento asincrono senza perdere tempo.
  • Studio Mode punta sulla qualità: la registrazione avviene in locale, poi l’editor integrato consente di aggiungere sfondi personalizzati, zoom, tagli, didascalie e controlli di esportazione avanzati. Il risultato finale è un video rifinito, adatto a presentazioni di prodotto o materiali formativi destinati ai clienti.

In entrambe le modalità Cap registra schermo, webcam e microfono insieme, e Cap AI può generare automaticamente titoli, riepiloghi, capitoli cliccabili e trascrizioni senza intervento manuale.

I commenti, le reazioni e le analisi dei visualizzatori restano collegati al video, rendendo il flusso di feedback asincrono molto più ordinato rispetto a uno scambio di messaggi.

Installazione self-hosted con Docker Compose

Chi vuole gestire l’intera infrastruttura in autonomia può ospitare Cap su qualsiasi server con Docker. Sono sufficienti tre comandi:

git clone https://github.com/CapSoftware/Cap.git
cd Cap
sudo docker compose up -d

Una volta avviato, Cap Web è raggiungibile su http://localhost:3000. Se non hai ancora configurato un server email, i link di accesso compaiono direttamente nei log del servizio:

sudo docker compose logs cap-web

Questa modalità è ideale per VPS, home server e qualsiasi host con supporto Docker. Sul fronte dello storage, Cap offre piena flessibilità:

  • Cap Cloud per la soluzione hosted più rapida
  • Bucket S3-compatibili come AWS S3, Cloudflare R2, Backblaze B2, MinIO o Wasabi
  • Storage locale senza dipendenze esterne
  • Self-hosting completo di web app, API, database, media server e object storage

I link di condivisione possono essere pubblici o protetti da password, serviti dal proprio dominio personalizzato, oppure tenuti completamente fuori da qualsiasi infrastruttura esterna. Per collegare il client desktop all’istanza self-hosted basta andare su Settings > Cap Server URL e inserire il proprio indirizzo.

Abbiamo testato Cap su Ubuntu 26.04 LTS nella versione desktop.

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