
Cloudflare ha reso open source Cloudflare OS, un ambiente progettato per utilizzare l’intelligenza artificiale all’interno delle attività quotidiane di un’azienda. Non si tratta di un sistema operativo tradizionale destinato a sostituire Windows, Linux o macOS, ma di una piattaforma pensata per coordinare agenti AI, applicazioni e dati aziendali mantenendo sotto controllo sicurezza e autorizzazioni.
Il progetto è stato sviluppato inizialmente per l’utilizzo interno a Cloudflare e viene impiegato da persone appartenenti a diversi reparti dell’azienda, dall’ingegneria alle vendite. L’obiettivo è fornire una struttura nella quale gli agenti AI possano svolgere attività concrete conoscendo procedure, terminologia e modalità operative dell’organizzazione.
Il termine “operating system” viene quindi utilizzato in un senso differente da quello tradizionale. Da una parte Cloudflare OS può essere considerato un sistema operativo per l’azienda, perché permette alle persone di lavorare con l’AI secondo regole e procedure condivise. Dall’altra gestisce veri e propri workload AI, in maniera simile a come un sistema operativo tradizionale coordina le risorse necessarie alle applicazioni.
La piattaforma ruota attorno a tre componenti principali. La prima è un’interfaccia di chat attraverso la quale gli utenti possono chiedere agli agenti di eseguire attività. Gli agenti possono essere dotati di conoscenze relative al funzionamento dell’organizzazione, così da comprendere meglio procedure e requisiti interni.
La seconda componente riguarda lo sviluppo di applicazioni in ambiente isolato. Gli utenti possono chiedere agli agenti di creare piccoli strumenti, chiamati “gadgets“, destinati a esigenze specifiche. Queste applicazioni possono successivamente essere condivise con altri collaboratori senza concedere automaticamente accesso indiscriminato ai sistemi aziendali.
La terza componente è rappresentata dai Gatekeepers, il sistema di sicurezza che applica regole e limitazioni sia agli agenti sia alle applicazioni generate.
Agenti AI isolati e accesso controllato alle risorse
Uno degli aspetti più interessanti di Cloudflare OS riguarda il modo in cui vengono gestiti i permessi. Ogni agente e ogni applicazione partono senza accesso alle risorse. L’isolamento viene applicato attraverso ambienti sandbox separati, con storage dedicato, impedendo al codice di comunicare liberamente con Internet, altri strumenti o sistemi aziendali.
L’accesso viene quindi concesso soltanto quando necessario e attraverso risorse esplicitamente autorizzate. I Gatekeepers possono limitare non soltanto quale sistema può essere raggiunto, ma anche quali informazioni possono essere lette e quali operazioni possono essere eseguite.
Questo modello permette, per esempio, di concedere a un agente l’accesso a una specifica fonte di dati senza consegnargli le credenziali o i permessi dell’intero sistema. Le operazioni che modificano informazioni possono inoltre richiedere l’approvazione di una persona prima di essere eseguite.
Un altro elemento importante riguarda la condivisione delle applicazioni. Se un dipendente crea un gadget utilizzando Cloudflare OS e lo condivide con un collega, quest’ultimo può utilizzarlo soltanto se dispone già dei permessi necessari per accedere ai dati utilizzati dall’applicazione. La condivisione dello strumento non diventa quindi un modo per aggirare i normali controlli di accesso.
Cloudflare OS è costruito sulla piattaforma Workers, mentre il codice degli agenti viene isolato attraverso Dynamic Workers. Cloudflare Access può essere utilizzato per controllare chi può accedere all’ambiente, mentre AI Gateway permette di utilizzare modelli differenti mantenendo un punto centralizzato per la gestione del routing e dei costi.
La piattaforma può inoltre essere collegata ai sistemi interni dell’organizzazione, consentendo di adattare il funzionamento degli agenti alla terminologia, alle procedure e alle regole aziendali. Le conoscenze condivise possono includere definizioni di metriche, procedure operative, linee guida e altri elementi necessari per permettere agli agenti di lavorare in modo coerente.
Il progetto introduce quindi un modello nel quale la conoscenza aziendale non rimane confinata nelle singole conversazioni con l’AI. Procedure e metodi di lavoro possono diventare contesto condiviso e competenze che gli agenti sono in grado di utilizzare.

Cloudflare punta inoltre a rendere il progetto personalizzabile. L’idea non è che le aziende debbano semplicemente adottare Cloudflare OS così com’è, ma utilizzare il codice open source come base per costruire una propria piattaforma, adattandola alla struttura, ai sistemi e alle esigenze interne.
L’apertura del progetto permette quindi di studiare l’architettura e modificarla secondo necessità, collegando servizi aziendali esistenti e definendo politiche di accesso specifiche. In questo scenario Cloudflare OS diventa soprattutto una base per costruire un ambiente AI aziendale nel quale automazione e sicurezza vengono progettate insieme, anziché aggiungere i controlli di sicurezza dopo aver introdotto gli agenti. Abbiamo testato Cloudflare OS su Ubuntu 26.04 LTS (immagini articolo).