Rescuezilla 2.6.2 aggiorna il live ISO con supporto a Ubuntu 26.04 LTS

Il progetto Rescuezilla continua ad affinare una delle distribuzioni più pratiche per il recupero dati e la clonazione dei dischi. La nuova versione 2.6.2 introduce un importante aggiornamento della base software grazie all’integrazione di Ubuntu 26.04 LTS “Resolute Raccoon”, scelta che permette di migliorare il supporto hardware soprattutto sui sistemi più recenti.

Rescuezilla è conosciuto come una sorta di coltellino svizzero per il disaster recovery in ambiente Linux. L’interfaccia grafica semplice lo rende accessibile anche a chi non ha esperienza avanzata con strumenti di imaging disco come Clonezilla, mantenendo comunque una dotazione tecnica molto completa.

La release 2.6.2 non si limita però alla sola base Ubuntu aggiornata. Gli sviluppatori hanno anche rivisto diverse componenti interne, puntando su maggiore stabilità e compatibilità durante le operazioni di backup, ripristino e clonazione dei dischi.

Migliore compatibilità hardware e correzioni importanti

Uno degli aspetti più interessanti di questa versione riguarda la disponibilità di più build basate su differenti release Ubuntu. Oltre alla variante principale con Ubuntu 26.04 LTS, sono presenti anche immagini basate su Ubuntu 25.10, Ubuntu 24.10 e Ubuntu 24.04 LTS.

Parallelamente il team ha deciso di sospendere temporaneamente alcune build considerate meno strategiche o ormai obsolete. Tra queste figurano la versione Intel i386 basata su Ubuntu 18.04 LTS e alcune immagini AMD64 legate a Ubuntu 22.04 LTS e Ubuntu 25.04, ormai fuori ciclo di supporto.

Dal punto di vista tecnico viene aggiornato anche il tool Partclone alla versione 0.3.47, componente fondamentale per le operazioni di clonazione delle partizioni Linux e Windows. Questo aggiornamento contribuisce a migliorare affidabilità e compatibilità con filesystem moderni.

La release corregge inoltre un fastidioso bug grafico presente nella variante Ubuntu 25.04 che impediva il corretto funzionamento del menu di spegnimento grafico a causa di una configurazione incompleta di polkit. Sistemato anche il problema della finestra di errore vuota che compariva dopo la clonazione, persino quando l’operazione veniva completata con successo.

Supporto esteso ai formati disco e nuove traduzioni

Uno dei punti di forza di Rescuezilla resta la compatibilità con numerosi formati di immagini disco e piattaforme virtuali. Il software può lavorare con immagini generate da Clonezilla, VirtualBox VDI, VMware VMDK, QEMU QCOW2, Hyper-V VHDx e file raw nei formati .dd e .img.

La compatibilità include anche strumenti molto usati negli ambienti professionali e domestici come Redo Rescue, Foxclone, FOG Project, FSArchiver e Apart GTK. Questa flessibilità permette di utilizzare Rescuezilla sia per migrazioni rapide tra dischi SSD sia per procedure complete di ripristino dopo guasti hardware.

Sul fronte localizzazione arriva la traduzione Galician/Galego (gl-ES), mentre il sistema di selezione lingue è già pronto per future integrazioni dedicate a Bengali, Hindi, Swahili e Urdu. Un dettaglio che conferma la volontà del progetto di raggiungere una platea sempre più ampia.

Gli sviluppatori hanno anche anticipato alcune novità previste per le prossime versioni. Tra le più attese spicca il supporto ARM64, particolarmente importante per mini PC, dispositivi ARM e server a basso consumo. Previsto inoltre un importante rifacimento dell’Image Explorer tramite indexed-gzip, soluzione che dovrebbe velocizzare l’accesso ai backup compressi di grandi dimensioni.

Note di rilascio Rescuezilla 2.6.2

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