AMD supera il 30% nel mercato delle CPU client mentre il caro memorie frena i PC desktop

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Il mercato dei processori x86 sta attraversando una fase particolarmente interessante. Nel secondo trimestre del 2026 le spedizioni complessive sono cresciute rispetto ai primi tre mesi dell’anno, superando le aspettative stagionali, ma il dato nasconde una situazione molto diversa tra PC desktop, notebook e server.

Secondo le rilevazioni di Mercury Research, le spedizioni complessive di processori x86 sono aumentate di oltre il 10% su base trimestrale. Il confronto annuale è invece condizionato dalla forte contrazione delle CPU desktop e dal calo delle forniture destinate alle console.

A beneficiare maggiormente della situazione è AMD, che continua ad aumentare la propria quota di mercato. L’azienda ha raggiunto nuovi record sia nel segmento client sia considerando il mercato x86 complessivo.

AMD conquista nuove quote mentre il mercato desktop rallenta

Il dato più significativo riguarda il mercato delle CPU client, dove vengono considerate insieme le piattaforme desktop e notebook. AMD ha raggiunto una quota del 30,3%, rispetto al 23,9% registrato nello stesso periodo del 2025.

Il risultato è particolarmente interessante perché arriva in un trimestre difficile per il mercato dei PC desktop. Le spedizioni di processori x86 destinati ai computer desktop sono infatti diminuite di oltre il 20% rispetto all’anno precedente.

AMD non ha quindi aumentato necessariamente il numero assoluto di processori venduti nel segmento desktop. Il miglioramento della quota deriva soprattutto dal calo più marcato registrato da Intel.

La quota desktop di AMD è salita al 34,9%, contro il 33,2% del trimestre precedente e il 32,2% di un anno prima. Intel mantiene ancora la maggioranza con il 65,1%, ma il divario continua a ridursi.

Nel settore notebook la situazione è stata invece decisamente più favorevole. Le spedizioni sono cresciute in maniera importante e AMD ha portato la propria quota al 28,9%, partendo dal 28,3% del trimestre precedente e dal 20,6% di un anno prima.

Anche Intel ha beneficiato della ripresa delle forniture nel settore mobile, dopo diversi trimestri caratterizzati da problemi di disponibilità. L’azienda ha immesso sul mercato milioni di processori aggiuntivi, contribuendo alla ricostituzione delle scorte dei produttori di notebook.

Il dato complessivo conferma quindi una trasformazione graduale del mercato. AMD non domina ancora il settore client, ma la crescita della propria quota è evidente e interessa contemporaneamente desktop e notebook.

Un altro elemento da considerare è la crescente presenza delle architetture Arm nei computer. Mercury Research stima che Arm abbia raggiunto il 15,3% del mercato dei processori client, un nuovo record. Il dato comprende piattaforme come Apple Silicon e i dispositivi Windows basati su processori Arm.

Il caro memorie pesa sui PC ma AMD accelera nei server

La debolezza del mercato desktop è strettamente legata al costo complessivo di una nuova configurazione. L’aumento dei prezzi delle memorie DDR5, degli SSD, delle schede madri e delle GPU ha reso molto più costoso assemblare un computer moderno.

Il problema non riguarda quindi esclusivamente il prezzo della CPU. Chi vuole aggiornare il proprio PC deve spesso acquistare contemporaneamente diversi componenti e l’aumento dei costi rende meno conveniente un upgrade rispetto agli anni precedenti.

La crescente domanda legata all’intelligenza artificiale sta inoltre esercitando pressione sulla disponibilità delle memorie utilizzate nei sistemi consumer. La produzione viene indirizzata in misura crescente verso componenti destinati ai data center e agli acceleratori AI, contribuendo a rendere più costosi anche alcuni prodotti rivolti agli utenti finali.

Il risultato è un comportamento più prudente da parte dei consumatori. Molti utenti preferiscono mantenere più a lungo il computer attuale anziché affrontare una spesa elevata per una nuova piattaforma.

AMD riesce però a mantenere una posizione competitiva grazie alla gamma Ryzen, comprese le varianti Ryzen X3D particolarmente apprezzate dagli appassionati di gaming. Anche la longevità delle piattaforme AMD ha un ruolo importante, perché consente in alcuni casi di aggiornare sistemi esistenti evitando di sostituire contemporaneamente tutti i componenti.

Il settore server racconta invece una storia completamente diversa. Le spedizioni di processori server sono aumentate di circa il 20% su base annuale e AMD ha portato la propria quota al 34,5%, rispetto al 27,3% dello stesso trimestre del 2025.

Considerando esclusivamente il confronto tra AMD EPYC e la famiglia Intel Xeon Scalable, la posizione di AMD diventa ancora più interessante, arrivando vicino al 46,4%.

Nel complesso del mercato x86, AMD ha raggiunto una quota record del 30,7%, con una crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 6,5 punti rispetto a un anno prima. Includendo anche i processori embedded, IoT e i SoC destinati alle console, la quota arriva al 34,1%.

Il contrasto è quindi evidente: mentre il mercato desktop risente dell’aumento dei costi dei componenti, la domanda professionale e quella legata ai data center continuano a sostenere le spedizioni. AMD sta sfruttando entrambe le dinamiche per consolidare la propria posizione, mentre Intel conserva ancora la maggioranza del mercato ma deve affrontare una concorrenza molto più forte rispetto al passato.

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