Brave è più veloce di Chrome, Edge e Firefox

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Brave Browser su Linux

Brave ha pubblicato una nuova serie di benchmark dedicati alle prestazioni del browser desktop, mettendo a confronto il proprio prodotto con Chrome, Microsoft Edge e Firefox. I risultati diffusi dall’azienda mostrano un vantaggio piuttosto marcato per Brave nell’utilizzo delle risorse di sistema, nei tempi complessivi di caricamento delle pagine e nel traffico di rete.

Secondo i dati raccolti da Brave, il browser avrebbe utilizzato mediamente il 44% in meno di CPU, il 28% in meno di memoria e il 10% in meno di energia rispetto alla media dei tre concorrenti. Anche il caricamento completo delle pagine avrebbe richiesto il 20% di tempo in meno, mentre il traffico dati in ingresso sarebbe risultato inferiore del 26%.

I numeri sono interessanti soprattutto considerando quanto il consumo di RAM e CPU possa incidere sull’esperienza quotidiana quando vengono mantenute aperte numerose schede contemporaneamente.

CPU, memoria e caricamento delle pagine

La differenza più evidente nei test riguarda l’utilizzo della CPU. Brave ha registrato un consumo medio di circa il 33%, contro il 47% di Chrome, il 53% di Edge e il 78% di Firefox. Quest’ultimo dato è particolarmente elevato rispetto agli altri browser analizzati, anche se occorre ricordare che i risultati dipendono fortemente dall’hardware, dal sistema operativo, dalle pagine utilizzate e dalle impostazioni del browser.

Anche la memoria occupata favorisce Brave. Il browser ha utilizzato circa 1,2 GB di RAM, mentre Chrome si è fermato a circa 1,75 GB. Edge ha richiesto 1,62 GB e Firefox 1,65 GB.

Per quanto riguarda il caricamento completo delle pagine, Brave ha impiegato mediamente 4,4 secondi. Chrome ha raggiunto 5,1 secondi, Firefox 5,3 secondi ed Edge circa 6 secondi.

Il vantaggio cambia però quando viene considerato il Largest Contentful Paint, un parametro che misura il momento in cui il contenuto principale della pagina diventa visibile. In questo caso Brave e Chrome hanno registrato entrambi una media di circa 2,4 secondi, mentre Edge e Firefox si sono attestati intorno ai 2,5 secondi.

Questo particolare risultato è importante perché suggerisce che il vantaggio di Brave nel tempo complessivo non deriva necessariamente dalla visualizzazione iniziale dei contenuti. La differenza sembra emergere soprattutto nella fase successiva, quando il browser deve continuare a gestire script, pubblicità, sistemi di analisi e altre richieste provenienti dalla pagina.

Il ruolo del blocco di pubblicità e tracker

Brave attribuisce una parte significativa dei risultati al proprio sistema integrato per il blocco di pubblicità e tracker. Bloccando annunci, pixel di tracciamento, script analitici e numerose richieste provenienti da servizi di terze parti, il browser può ridurre sia il traffico di rete sia il lavoro necessario per elaborare i contenuti.

I benchmark mostrano infatti differenze anche sul piano dei dati trasferiti. Brave ha ricevuto mediamente circa 4,4 MB per pagina, contro 4,8 MB di Chrome, 6,3 MB di Firefox e 6,8 MB di Edge. Per il traffico in uscita, Brave ha registrato circa 0,18 MB, mentre Firefox ha raggiunto 0,25 MB, Edge 0,30 MB e Chrome 0,34 MB.

I test sono stati effettuati su un Mac Mini con chip Apple M2 e 8 GB di memoria, utilizzando macOS 26.5.1. Brave ha selezionato le pagine iniziali dei 50 siti più popolari secondo le statistiche di Brave Search e ha ripetuto ogni prova dieci volte utilizzando profili browser puliti.

Le versioni utilizzate erano Brave 1.92.139, Chrome 150, Edge 150 e Firefox 146. Brave, Chrome ed Edge condividono la base Chromium, mentre Firefox utilizza il motore Gecko sviluppato da Mozilla.

C’è però un elemento da considerare prima di trasformare questi numeri in una classifica definitiva. I benchmark sono stati realizzati direttamente da Brave e non da un’organizzazione indipendente. L’azienda ha comunque pubblicato informazioni sull’hardware, sulle versioni software, sui siti utilizzati e sulla metodologia, rendendo possibile una verifica o una ripetizione dei test da parte di altri soggetti.

Per gli utenti Linux, questi risultati rappresentano comunque un’indicazione interessante sul lavoro svolto da Brave per ridurre il carico generato dai contenuti pubblicitari e dai tracker. Il vantaggio reale può naturalmente cambiare in base alla distribuzione, all’ambiente desktop, all’hardware e soprattutto ai siti visitati quotidianamente.

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