
Cryptare è uno strumento da terminale open source pensato per chi vuole gestire file e directory attraverso un’interfaccia a riga di comando, aggiungendo anche una modalità interattiva basata su TUI. Il progetto riunisce in un singolo programma diverse operazioni che normalmente richiederebbero l’utilizzo di strumenti differenti: cifratura, decifratura, compressione, estrazione e gestione delle chiavi.
L’obiettivo principale è offrire un modo pratico per proteggere documenti e cartelle tramite password prima di trasferirli su dispositivi USB, sistemi di archiviazione o servizi cloud. Per la cifratura dei file Cryptare utilizza AES-256-GCM, mentre le operazioni sulle directory permettono di trasformare un’intera struttura di cartelle in un unico archivio cifrato.
L’utilizzo da terminale rende inoltre Cryptare adatto agli script e ai workflow automatizzati. È possibile specificare percorsi di origine e destinazione, lasciando allo strumento il compito di determinare automaticamente il nome del file risultante quando non viene indicato un percorso personalizzato.
Per esempio, un documento sensibile può essere cifrato con un comando come cryptare encrypt ./documento.pdf. Lo stesso approccio può essere utilizzato per una directory, ottenendo un singolo file cifrato più semplice da archiviare o trasferire.
Cifratura, compressione e gestione delle chiavi
La parte dedicata alla sicurezza consente di cifrare singoli file oppure intere directory. Nel caso delle cartelle, Cryptare crea un archivio cifrato che può successivamente essere aperto e ripristinato mantenendo la struttura originale.
La protezione basata su password permette di utilizzare Cryptare senza dover gestire manualmente ogni dettaglio della procedura di cifratura. Il programma integra inoltre un piccolo archivio locale per le chiavi protette da password.
Cryptare non si limita però alla cifratura. Il programma può anche comprimere file e directory utilizzando diversi formati. I singoli file possono essere compressi con gzip, mentre file e cartelle possono essere raccolti in archivi ZIP. Per le directory è disponibile anche il formato tar.gz.
Sono inoltre supportate le operazioni inverse per estrarre archivi gzip, tar.gz e ZIP. I livelli di compressione possono essere configurati quando necessario, offrendo un maggiore controllo sul rapporto tra dimensioni dell’archivio e tempo necessario per l’elaborazione.
Un’interfaccia TUI per utilizzare Cryptare senza ricordare i comandi
Uno degli aspetti più interessanti di Cryptare è la possibilità di utilizzare il programma attraverso una TUI, cioè una terminal user interface. Avviando semplicemente cryptare senza specificare una sottocomando, l’utente può accedere all’interfaccia interattiva per gestire file e chiavi.
Questa modalità può risultare particolarmente comoda quando non si vogliono ricordare tutte le opzioni disponibili. Chi preferisce invece un controllo completo può utilizzare direttamente i comandi della CLI, rendendo Cryptare adatto sia all’utilizzo manuale sia agli script.
È inoltre disponibile una modalità con comandi da tastiera in stile Vim attraverso cryptare --vim, pensata per chi utilizza abitualmente questo tipo di navigazione nei terminali.
Un possibile scenario d’uso riguarda il backup di una directory di progetto. Il comando cryptare encrypt ./project-dir --output ./project-dir-backup.enc permette di creare un singolo archivio cifrato, che può poi essere ripristinato specificando il percorso di destinazione con il comando di decifratura.
La combinazione tra AES-256-GCM, password, gestione locale delle chiavi, archivi compressi e interfaccia TUI rende Cryptare uno strumento interessante per chi preferisce mantenere i propri flussi di gestione dei file direttamente nel terminale, senza rinunciare a un’interfaccia interattiva quando serve.
Cryptare viene rilasciato per Linux con binari precompilati soluzione che ci consente di poterlo utilizzare in qualsiasi distribuzione senza installarlo. Abbiamo testato Cryptare su Kubuntu 26.04 LTS.