Grml 2026.09 arriva con Linux 7.1.8 e nuove funzioni per il rescue Linux

Grml Linux

Grml 2026.09, nome in codice “Hättiwaritätti”, è la nuova versione della distribuzione Linux live basata sui pacchetti di Debian 14 “Forky”. Il progetto mantiene una caratteristica molto precisa: non vuole essere una normale distribuzione desktop, ma uno strumento portatile dedicato soprattutto ad amministratori di sistema, tecnici e utenti che devono intervenire su computer Linux.

La distribuzione può essere avviata direttamente da una chiavetta USB senza dover installare il sistema sul disco. Questo permette di utilizzare Grml per diagnosticare problemi, recuperare dati, riparare installazioni danneggiate, analizzare dischi e partizioni oppure eseguire operazioni di manutenzione.

Il nuovo rilascio utilizza Linux 7.1.8 e continua a privilegiare gli strumenti da riga di comando. È comunque disponibile Fluxbox, un window manager leggero che permette di utilizzare un ambiente grafico essenziale quando necessario.

Una delle novità più interessanti riguarda l’initramfs, che ora include il supporto exFAT. Questa modifica rende possibile l’avvio della live anche quando il dispositivo USB utilizzato per ospitare Grml è formattato con questo filesystem.

Anche GNU Screen riceve un aggiornamento importante alla versione 5.0.1. Il progetto ha modificato la configurazione utilizzata da Grml, avvertendo però che quella nuova non è compatibile con GNU Screen 4.9. Chi deve continuare a utilizzare la versione precedente deve quindi mantenere il vecchio file di configurazione.

Grml 2026.09 aggiorna inoltre grml-debootstrap, lo strumento che permette di installare sistemi Debian. Debian Forky può ora essere selezionato direttamente attraverso la sua interfaccia a dialogo, mentre il file /etc/kernel-img.conf non viene più creato automaticamente sul sistema di destinazione, lasciando a Debian la gestione predefinita di questa configurazione.

Cambiamenti a grml-live e supporto alle macchine virtuali

Una parte consistente delle modifiche riguarda grml-live, il sistema utilizzato per costruire immagini live basate su Grml. La nuova versione richiede l’utilizzo dei Linux user namespaces nell’ambiente di compilazione, una scelta legata anche ai cambiamenti introdotti dalle versioni più recenti di systemd.

Sono state inoltre apportate modifiche significative alla gestione della configurazione e dei workflow di costruzione. Il supporto alla lettura della configurazione attraverso grml-live.conf è stato rimosso e la sintassi della riga di comando è cambiata. I workflow basati su chroot sono temporaneamente non disponibili e il progetto prevede di ripristinarli in futuro.

Anche il supporto i386 rimasto all’interno di grml-live è stato eliminato, mentre le immagini ufficiali continuano a essere disponibili per sistemi amd64 e arm64 a 64 bit.

Il rilascio aggiunge poi pacchetti firmware EFI destinati a QEMU. Per amd64 è disponibile ovmf, mentre sui sistemi ARM64 viene incluso qemu-efi-aarch64. Si tratta di componenti particolarmente utili quando Grml viene utilizzato per verificare configurazioni EFI e bootloader all’interno di macchine virtuali.

Sono stati aggiornati anche alcuni comportamenti di GRUB: il bootloader ora utilizza i file hook e tiene conto dell’impostazione ${extraopts}. Il progetto ha inoltre rimosso i vecchi script save-config e restore-config.

Per chi utilizza grml2usb, la nuova versione offre un’indicazione più chiara sui pacchetti GNU GRUB necessari quando grub-install restituisce un errore. Per installare correttamente Grml 2026.09 su una chiavetta USB è consigliato utilizzare grml2usb versione 0.20.14 o successiva.

L’insieme degli aggiornamenti conferma l’obiettivo di Grml: fornire una live Linux specializzata, ricca di strumenti per interventi tecnici e utilizzabile come ambiente di emergenza quando un’installazione Linux non riesce più ad avviarsi normalmente.

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