Java 27 Rilasciato: tutte le principali novità del nuovo JDK

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Java 27 Ubuntu Linux

Oracle ha annunciato la disponibilità generale di Java 27, nuova versione del Java Development Kit che prosegue il ciclo di sviluppo rapido della piattaforma. Il nuovo JDK arriva con nove miglioramenti abbastanza rilevanti da essere associati a specifici JEP, comprendendo funzionalità in anteprima e una tecnologia in fase di incubazione.

Java 27 concentra una parte importante del lavoro su tre aree sempre più importanti per le applicazioni moderne: sicurezza, prestazioni e produttività degli sviluppatori. Il nuovo rilascio interviene inoltre sul comportamento della Java Virtual Machine e su alcune API utilizzate per sviluppare software destinato a server, desktop, cloud e infrastrutture distribuite.

Il rilascio segue Java 26, pubblicato nel marzo 2026, confermando il modello di sviluppo con una nuova versione ogni sei mesi. Questo approccio permette di distribuire più rapidamente nuove funzionalità senza dover attendere un ciclo pluriennale prima di vedere arrivare modifiche significative nella piattaforma.

Java 27 punta sulla sicurezza e sul futuro della crittografia

Una delle novità più interessanti di Java 27 riguarda la sicurezza delle comunicazioni. Il JEP 527, dedicato al Post-Quantum Hybrid Key Exchange per TLS 1.3, introduce meccanismi di scambio delle chiavi progettati per offrire maggiore protezione nei confronti delle future capacità dei computer quantistici.

L’approccio ibrido combina algoritmi resistenti agli attacchi quantistici con algoritmi tradizionali. L’obiettivo è consentire alle applicazioni Java che utilizzano le API javax.net.ssl di beneficiare dei nuovi meccanismi senza richiedere necessariamente modifiche al codice esistente. ([Oracle Blog][1])

Un’altra novità riguarda il JEP 538, dedicato alle codifiche PEM degli oggetti crittografici. La funzionalità permette di gestire attraverso una nuova API oggetti come chiavi crittografiche, certificati e liste di revoca, convertendoli nei formati PEM più utilizzati nei sistemi informatici.

Per gli sviluppatori questo significa poter gestire più facilmente alcune operazioni legate alla crittografia, riducendo la quantità di codice necessario e semplificando l’integrazione con infrastrutture e strumenti che utilizzano questi formati.

Sul fronte del linguaggio troviamo invece il JEP 532, che porta alla quinta fase di anteprima il supporto ai tipi primitivi nei pattern, in instanceof e negli statement switch. L’obiettivo è rendere il linguaggio più uniforme e ridurre alcune delle limitazioni che ancora separano i tipi primitivi dalle funzionalità moderne di pattern matching.

Questa evoluzione può risultare particolarmente interessante anche nello sviluppo di applicazioni che utilizzano tecniche di elaborazione e inferenza basate sull’intelligenza artificiale, settore nel quale Java continua a essere utilizzato soprattutto negli ambienti enterprise.

G1 Garbage Collector diventa il riferimento predefinito

Uno dei cambiamenti più significativi di Java 27 riguarda il Garbage-First Garbage Collector, conosciuto comunemente come G1.

Con il JEP 523, G1 diventa il garbage collector predefinito in tutti gli ambienti. In precedenza il suo utilizzo come impostazione predefinita era legato principalmente agli ambienti server. Il cambiamento amplia quindi il ruolo di G1 all’interno della piattaforma Java e rende più uniforme il comportamento della JVM tra differenti scenari di utilizzo.

La gestione automatica della memoria è un componente fondamentale della JVM. La scelta del garbage collector può infatti influenzare latenza, throughput e comportamento complessivo di un’applicazione. L’adozione di G1 come impostazione predefinita punta quindi a offrire una configurazione più coerente senza richiedere agli sviluppatori di intervenire manualmente sui parametri della JVM nei casi comuni.

Java 27 continua inoltre il percorso di modernizzazione delle API e del runtime iniziato nelle precedenti versioni. Diverse funzionalità presenti nel nuovo JDK sono ancora contrassegnate come preview e potranno quindi evolvere ulteriormente prima di diventare definitive.

Per chi sviluppa applicazioni Java, questo significa che il nuovo JDK offre sia componenti immediatamente utilizzabili sia tecnologie da sperimentare durante il ciclo di sviluppo. Le funzionalità preview permettono infatti alla comunità di provare nuove API e nuovi comportamenti, raccogliendo esperienza e feedback prima della loro eventuale stabilizzazione.

Il rilascio di Java 27 arriva inoltre in un momento nel quale Oracle sta lavorando a un aggiornamento più frequente delle patch di sicurezza Java. L’azienda ha comunicato l’intenzione di aumentare progressivamente la frequenza degli aggiornamenti di sicurezza, con l’obiettivo di arrivare a una cadenza più frequente nel corso del 2027.

Per gli amministratori di sistema e per le aziende che distribuiscono applicazioni Java, il nuovo scenario rende quindi sempre più importante mantenere sotto controllo sia la versione del JDK utilizzata sia il calendario degli aggiornamenti di sicurezza. Java 27 rappresenta così un altro passaggio nell’evoluzione della piattaforma, con interventi che interessano direttamente JVM, sicurezza, linguaggio e strumenti utilizzati quotidianamente dagli sviluppatori.

Java 27 è già disponibile per Linux con binari precompilati e pacchetti deb e rpm. Abbiamo testato Java 27 su Ubuntu 26.04 LTS.

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