
Jellyfin è un media server open source progettato per organizzare una collezione personale di film, serie TV, musica e fotografie e renderla disponibile attraverso una comoda interfaccia web e numerosi client. Il server può essere installato su un normale PC Linux, su un piccolo computer dedicato, su un NAS compatibile oppure all’interno di un container.
Uno dei principali vantaggi di Jellyfin è la possibilità di mantenere il controllo completo sui propri contenuti senza dover dipendere da servizi proprietari. Il server indicizza i file multimediali presenti sul disco, recupera le informazioni necessarie per organizzarli e permette di riprodurli sui dispositivi compatibili presenti nella rete locale o, se configurato correttamente, anche da remoto.
Jellyfin supporta inoltre il transcoding, particolarmente importante quando il dispositivo che sta riproducendo un contenuto non è in grado di gestire direttamente il formato originale. In questo caso il server può convertire il flusso durante la riproduzione. Su sistemi dotati di hardware compatibile è possibile configurare anche l’accelerazione tramite GPU, riducendo il carico sulla CPU.
Per un server domestico è quindi possibile utilizzare anche un vecchio PC Linux con uno spazio di archiviazione adeguato. La scelta dell’hardware dipende soprattutto dal numero di utenti contemporanei e dalla quantità di transcoding che si prevede di effettuare.
Come installare Jellyfin Server su Ubuntu e Debian
Jellyfin mette a disposizione un semplice script che ci consente di installare la piattaforma multimediale nelle principali distribuzioni. Ad esempio per Ubuntu, Debian e derivate basta avviare il terminale e digitare:
curl -s https://repo.jellyfin.org/install-debuntu.sh | sudo bash
Una volta attivo il server, è sufficiente aprire un browser da un computer collegato alla stessa rete e digitare:
http://IP_DEL_SERVER:8096
La porta HTTP predefinita utilizzata da Jellyfin è infatti la 8096.
La procedura guidata iniziale permette di creare l’account amministratore, scegliere la lingua, configurare le librerie multimediali e impostare le principali opzioni del server.

Per chi utilizza Arch Linux, Jellyfin è disponibile attraverso il repository Arch Extra, mentre per Fedora e CentOS esistono pacchetti mantenuti dalla comunità attraverso RPM Fusion. Sono disponibili anche build generiche per Linux in formato TAR.
Installare Jellyfin attraverso Docker su Linux
Un’altra soluzione molto interessante è utilizzare Docker, soprattutto su un server domestico dove vengono già eseguiti diversi servizi. Jellyfin distribuisce un’immagine container ufficiale chiamata jellyfin/jellyfin, disponibile anche tramite GitHub Container Registry.
Dopo aver installato Docker, è possibile scaricare l’immagine:
docker pull jellyfin/jellyfin
Creiamo quindi le directory necessarie per conservare configurazione e cache:
mkdir -p /srv/jellyfin/config
mkdir -p /srv/jellyfin/cache
Supponendo che i contenuti multimediali siano conservati nella directory /media, un container di base può essere avviato con:
docker run -d \
--name jellyfin \
-p 8096:8096/tcp \
-p 7359:7359/udp \
--volume /srv/jellyfin/config:/config \
--volume /srv/jellyfin/cache:/cache \
--mount type=bind,source=/media,target=/media \
--restart=unless-stopped \
jellyfin/jellyfin
L’utilizzo di directory persistenti è importante perché configurazione e cache devono rimanere disponibili anche quando il container viene ricreato. Jellyfin consiglia inoltre i bind mount come soluzione semplice per collegare le directory contenenti i propri media al container.
Dopo l’avvio, anche in questo caso l’interfaccia può essere raggiunta tramite:
http://IP_DEL_SERVER:8096
Da qui è possibile completare la configurazione e aggiungere le librerie. Per un utilizzo domestico, Jellyfin può quindi trasformare rapidamente un computer Linux in un server multimediale centralizzato, accessibile da browser e dai dispositivi compatibili presenti sulla rete. Abbiamo testato Jellyfin Server su Ubuntu 26.04.1 LTS.