
Il progetto Kali Linux torna con la versione 2026.3, la terza release principale del 2026. L’aggiornamento introduce miglioramenti che interessano sia gli strumenti dedicati alla cybersecurity sia l’esperienza desktop, con particolare attenzione alla personalizzazione delle immagini di installazione e alla gestione delle piattaforme supportate.
Basata sul modello rolling release, Kali Linux è una distribuzione GNU/Linux derivata da Debian e sviluppata per attività di penetration testing, analisi delle vulnerabilità, auditing delle reti, digital forensics e ricerca sulla sicurezza. La nuova versione prosegue il lavoro avviato con Kali Linux 2026.2, ampliando le possibilità a disposizione di professionisti IT, ricercatori e appassionati che utilizzano Linux per verificare la sicurezza di sistemi e infrastrutture.
Tra gli interventi più significativi spicca il rinnovamento degli script di compilazione, accompagnato dall’aggiornamento del kernel Linux alla versione 7.1.5 e dall’arrivo di KDE Plasma 6.7. Non mancano nuovi pacchetti per l’analisi delle applicazioni web, la scansione delle porte, il crawling e il monitoraggio delle reti. L’aggiornamento coinvolge inoltre Kali NetHunter, la soluzione pensata per portare diversi strumenti di sicurezza sui dispositivi Android compatibili.
Gli script di compilazione diventano più flessibili con Docker e Podman
Uno degli aspetti più interessanti di Kali Linux 2026.3 riguarda la revisione degli script utilizzati per generare le immagini ufficiali della distribuzione. Il progetto ha lavorato per uniformare struttura, argomenti da riga di comando e funzionalità degli strumenti di compilazione, rendendo più semplice creare installazioni personalizzate senza dover necessariamente utilizzare una macchina che esegua già Kali Linux.
Gli script aggiornati includono build-in-container.sh, che individua la disponibilità di Docker o Podman, prepara il container necessario e avvia al suo interno il processo di compilazione. Questo approccio permette di mantenere separate le dipendenze richieste dalla generazione delle immagini rispetto al sistema principale, risultando utile per gli sviluppatori e per chi gestisce pipeline di integrazione continua.

Le possibilità di personalizzazione comprendono la scelta dell’architettura, del ramo di sviluppo, della variante dell’installer, del nome host e dei pacchetti aggiuntivi. È quindi possibile preparare immagini specifiche per un laboratorio di sicurezza, un ambiente di test o un dispositivo compatibile, adattando la configurazione alle proprie necessità.
La revisione degli script non è ancora terminata: il team punta a completare il lavoro rimanente con Kali Linux 2026.4, per poi concentrarsi sull’automazione delle compilazioni e sulla documentazione di ulteriori configurazioni.
Anche il catalogo degli strumenti riceve un aggiornamento significativo. I sei nuovi pacchetti disponibili nei repository di rete sono:
- Dalfox: scanner open source orientato all’individuazione delle vulnerabilità XSS nelle applicazioni web.
- Katana: framework di crawling per esplorare siti e individuare percorsi e risorse.
- qsreplace: utility da terminale per sostituire i valori dei parametri nelle query string degli URL.
- RustScan: scanner di porte per le attività di ricognizione delle reti.
- SDRangel: interfaccia grafica basata su Qt per lavorare con dispositivi radio definiti via software.
- snaffler-ng: strumento per individuare credenziali e informazioni sensibili esposte nelle condivisioni SMB.
Queste aggiunte ampliano le possibilità di analisi delle applicazioni web, delle infrastrutture di rete, dei sistemi radio e degli ambienti Windows condivisi. Come sempre, gli strumenti di Kali Linux devono essere impiegati esclusivamente su sistemi propri o per i quali si dispone di un’autorizzazione esplicita.
Kali NetHunter amplia il supporto a smartwatch, NFC e dispositivi Android
Kali Linux 2026.3 introduce novità anche per Kali NetHunter, la piattaforma che consente di utilizzare strumenti di sicurezza su dispositivi mobili compatibili. Una delle funzionalità più particolari è il supporto al wardriving sugli smartwatch TicWatch Pro 3, che permette di utilizzare l’hardware wireless interno in modalità monitor con strumenti come Aircrack-ng e Kismet, all’interno dell’ambiente Kali chroot.
Arriva inoltre WearHunter, una funzionalità sperimentale che consente di controllare uno smartwatch compatibile da uno smartphone attraverso ADB, utilizzando una connessione Wi-Fi o Bluetooth. Dal telefono è possibile eseguire comandi e installare applicazioni, mentre ulteriori funzioni sono previste per gli sviluppi successivi.
Un’altra novità riguarda l’accesso alle funzionalità NFC direttamente dall’ambiente Kali chroot. Con NFC Arsenal è possibile lavorare con le schede MIFARE Classic compatibili senza ricorrere necessariamente a un adattatore esterno. Il progetto aggiunge anche il supporto a KernelSU per le configurazioni compatibili e introduce ulteriori correzioni per migliorare l’interazione tra versioni moderne di systemd e udev e kernel Android meno recenti.
La release amplia anche il supporto attraverso nuovi kernel destinati a dispositivi come Google Pixel, Huawei P9, LG K20 Plus, Moto G Stylus 5G 2022, Nubia Z17, POCO X5 5G, Redmi Note 12 5G, Redmi Note 5 Pro, Sony Xperia 10 V e Ulefone Armor 34+, con compatibilità che varia in base al modello e alla configurazione software.
Per chi utilizza Kali Linux su computer, il progetto mette a disposizione le nuove immagini di installazione e le build settimanali. Queste ultime permettono di provare snapshot più recenti, ma sono generate automaticamente e non seguono lo stesso processo di controllo qualità delle immagini ufficiali della release.
Chi possiede già un’installazione basata sul ramo kali-rolling può aggiornare i pacchetti con i consueti comandi APT, verificando prima che i repository siano configurati correttamente:
sudo apt update
sudo apt full-upgrade
Dopo l’aggiornamento, può essere necessario riavviare il sistema per utilizzare il nuovo kernel. La versione effettivamente installata può essere verificata con uname -r, mentre /etc/os-release riporta l’identificativo della distribuzione.
Kali Linux 2026.3 combina quindi aggiornamenti tecnici, strumenti aggiuntivi e miglioramenti nella creazione delle immagini. Per chi lavora nella sicurezza informatica, la possibilità di costruire ambienti personalizzati tramite container rappresenta una delle modifiche più rilevanti, accanto all’evoluzione di KDE Plasma e alle nuove funzionalità di Kali NetHunter.