Nextcloud e IONOS portano il cloud open source nelle scuole tedesche

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Cloud open source per le scuole
Cloud open source per le scuole

La digitalizzazione della scuola passa anche dalla scelta delle piattaforme utilizzate per archiviare documenti, collaborare e gestire le attività quotidiane. In Germania, questa trasformazione compie un passo significativo grazie a un accordo che coinvolge IONOS e Nextcloud, con l’obiettivo di mettere a disposizione delle istituzioni scolastiche una soluzione cloud basata su software open source.

Il progetto riguarda inizialmente sei Länder tedeschi: Berlino, Amburgo, Brema, Renania Settentrionale-Vestfalia, Renania-Palatinato ed Assia. Le amministrazioni scolastiche di questi territori potranno scegliere di utilizzare una piattaforma dedicata alla gestione dei file e alla collaborazione online, senza essere obbligate ad adottarla.

L’iniziativa rientra nel programma KoDaS, acronimo di Kollaborations- und Datenspeichersystem, dedicato alla collaborazione e all’archiviazione dei dati. L’organizzazione govdigital eG ha assegnato a IONOS un accordo quadro della durata di quattro anni per la fornitura del servizio, commercializzato con il nome di Nextcloud Workspace.

La scelta rappresenta un segnale importante per il mondo open source europeo. Le istituzioni pubbliche hanno infatti un interesse crescente verso piattaforme che consentano di mantenere il controllo sulle informazioni, riducendo la dipendenza da fornitori tecnologici proprietari e servizi cloud gestiti da grandi aziende internazionali.

Un altro elemento rilevante riguarda la possibilità di estendere successivamente il progetto ad altri Länder tedeschi. L’accordo definisce quindi una struttura che potrebbe coinvolgere un numero progressivamente maggiore di istituzioni scolastiche, favorendo una diffusione più ampia degli strumenti open source nella pubblica amministrazione.

Nextcloud Workspace e l’accordo con IONOS: come funziona il progetto

IONOS avrà il compito di gestire l’infrastruttura tecnica e fornire il servizio alle amministrazioni scolastiche. La piattaforma utilizzerà il software open source sviluppato da Nextcloud, mentre i dati saranno conservati all’interno di data center situati in Germania.

La localizzazione dei server rappresenta un aspetto importante, soprattutto considerando la natura delle informazioni gestite dalle scuole. Documenti amministrativi, materiali didattici, comunicazioni e dati relativi alle attività scolastiche richiedono infatti particolare attenzione sul piano della sicurezza e della riservatezza.

Il bando relativo al progetto KoDaS indica un valore massimo di 67,5 milioni di euro e una durata massima di 48 mesi. Si tratta di un tetto economico previsto dalla procedura, non del valore effettivo già assegnato al contratto.

La documentazione richiede inoltre specifici requisiti ai fornitori, tra cui la certificazione ISO 27001, un fatturato minimo di 10 milioni di euro, un’assicurazione di responsabilità civile di almeno 5 milioni di euro e precedenti esperienze nella gestione di infrastrutture con almeno 10.000 utenti attivi.

Per quanto riguarda le funzionalità, Nextcloud Workspace dovrà mettere a disposizione diversi strumenti necessari per il lavoro quotidiano delle scuole:

  • Archiviazione centralizzata dei documenti e condivisione dei file.
  • Suite per l’ufficio accessibile tramite browser, con possibilità di modificare documenti collaborativamente.
  • Gestione di calendari e contatti.
  • Client di posta elettronica integrato.
  • Gestione separata degli ambienti e degli utenti delle diverse amministrazioni.

Il modello economico sarà basato sul numero di utenti effettivamente attivi. Il sistema prevede cinque fasce di utilizzo, che partono da un massimo di 50.000 utenti e arrivano a comprendere organizzazioni con oltre 500.000 utenti.

Questa impostazione permette alle amministrazioni di iniziare con il numero di account realmente necessario, aumentando successivamente la capacità in base alla crescita delle proprie esigenze. Non sarà quindi necessario impegnarsi fin dall’inizio per un volume fisso di utenti.

Sovranità digitale e software libero: la Germania riduce la dipendenza dalle piattaforme proprietarie

L’accordo tra IONOS e Nextcloud si inserisce in una strategia più ampia con cui la Germania sta cercando di rafforzare la propria indipendenza tecnologica. Il controllo dei dati e la possibilità di scegliere liberamente i fornitori rappresentano elementi sempre più importanti per le amministrazioni pubbliche.

L’utilizzo di software open source consente infatti di avere maggiore trasparenza sul funzionamento delle piattaforme e di evitare che documenti e procedure rimangano vincolati esclusivamente alle tecnologie di un singolo produttore.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda la possibilità di cambiare fornitore mantenendo la disponibilità del software e dei dati. Questo principio riduce il rischio di dipendenza tecnologica, spesso indicato con il termine vendor lock-in, e permette alle istituzioni di conservare una maggiore libertà nelle proprie decisioni informatiche.

La Germania ha già avviato iniziative simili in altri settori della pubblica amministrazione. Lo Schleswig-Holstein, ad esempio, ha progressivamente ridotto l’utilizzo delle soluzioni Microsoft nelle postazioni di lavoro governative. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, invece, Nextcloud viene utilizzato per sostituire SharePoint, con circa 5.000 dipendenti già coinvolti e un obiettivo di espansione fino a 50.000 utenti nel settore pubblico.

Anche il progetto Deutschland-Stack segue una direzione analoga, definendo indicazioni tecnologiche per la digitalizzazione della pubblica amministrazione a diversi livelli istituzionali, con particolare attenzione ai formati documentali aperti come ODF e PDF/UA.

Per Nextcloud, l’accordo rappresenta un’importante opportunità di diffusione delle proprie tecnologie in un settore strategico come quello dell’istruzione. Gli studenti potranno utilizzare quotidianamente strumenti open source per gestire documenti, collaborare e comunicare, acquisendo familiarità con soluzioni alternative rispetto alle piattaforme commerciali più diffuse.

La collaborazione con IONOS dimostra inoltre come il software libero possa rispondere a esigenze infrastrutturali importanti, anche quando sono coinvolte centinaia di migliaia di potenziali utenti. Un modello che potrebbe attirare l’attenzione di altre amministrazioni europee interessate a rafforzare la protezione dei dati e l’indipendenza tecnologica delle proprie istituzioni.

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