Pangolin 1.19: accesso remoto via browser con SSH, RDP e VNC

  • Categoria dell'articolo:Linux
  • Articolo pubblicato:14 Giugno 2026

Pangolin 1.19 segna un passo importante nella gestione dell’accesso remoto, puntando su semplicità e centralizzazione. L’aggiornamento amplia le possibilità per amministratori e team IT, riducendo la dipendenza da strumenti esterni e migliorando l’esperienza operativa quotidiana.

La novità più evidente è l’integrazione completa di protocolli come SSH, RDP e VNC direttamente nel browser, affiancata da miglioramenti strutturali che rendono la piattaforma più flessibile e facile da gestire anche in ambienti complessi.

Accesso remoto completo dal browser

Con questa versione diventa possibile accedere a server e desktop remoti senza installare software dedicati. Tutto avviene tramite browser, mantenendo un livello elevato di sicurezza grazie all’autenticazione integrata.

Nel dettaglio, le nuove funzionalità permettono di:

  • Utilizzare un terminale SSH direttamente nel browser con autenticazione flessibile
  • Accedere a desktop Windows tramite RDP con supporto a copia e trasferimento file
  • Visualizzare sessioni VNC senza client esterni
  • Gestire tutte le risorse da un’unica interfaccia centralizzata

Questo approccio elimina la necessità di VPN o applicazioni specifiche, semplificando l’accesso alle infrastrutture aziendali. Ogni servizio viene esposto tramite dominio dedicato e gestito con regole di accesso avanzate, inclusi controlli geografici e integrazione con sistemi di identità.

Un esempio pratico: un amministratore può collegarsi a un server Linux via SSH o a una macchina Windows tramite RDP semplicemente aprendo una scheda del browser, autenticandosi e iniziando subito a lavorare.

Gestione semplificata e nuove funzionalità organizzative

Oltre all’accesso remoto, Pangolin 1.19 introduce miglioramenti significativi nella configurazione e nella gestione delle risorse. Una delle innovazioni più rilevanti riguarda la modalità Pangolin SSH, che elimina la necessità di configurare manualmente server SSH tradizionali.

Le sessioni vengono eseguite direttamente sul sistema tramite il connettore, evitando configurazioni complesse e riducendo i tempi di avvio. Questo rende l’accesso immediato anche in contesti con più macchine o ambienti distribuiti.

Un altro passo avanti riguarda gli aggiornamenti automatici dei connettori: il sistema può scaricare e installare nuove versioni in autonomia, garantendo ambienti sempre aggiornati senza interventi manuali.

Sul piano organizzativo, arrivano strumenti utili per gestire infrastrutture di grandi dimensioni. Le etichette permettono di classificare risorse, dispositivi e siti in modo coerente, facilitando ricerca e filtraggio. Le policy invece consentono di definire regole di accesso riutilizzabili, evitando configurazioni ripetitive.

Infine, sono presenti miglioramenti generali all’interfaccia e alla stabilità, oltre a nuove risorse documentali per chi utilizza container e Kubernetes, rendendo Pangolin ancora più adatto a scenari moderni e dinamici.

Installare Pangolin su Linux

L’installazione di Pangolin su pc e server Linux è molto semplice grazie ad uno script dedicato. Tengo a precisare che prima dell’installazione dovremo creare un’account sul portare Pangolin fatto questo avviamo il terminale e digitiamo:

curl -fsSL https://static.pangolin.net/get-cli.sh | bash

durante l’installazione ci verrà indicato l’url e key da inserire per attivare il servizio.

Abbiamo testato Pangolin su Kubuntu 26.04 LTS.

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