
C’è una domanda che nella comunità Linux ritorna continuamente: quando Linux è davvero migliore di Windows? La risposta più onesta, probabilmente, è molto meno assoluta di quella che spesso leggiamo sui social. Linux può essere migliore, e in determinati contesti lo è senza troppi dubbi. Ma questo non significa che Windows sia un sistema operativo inutilizzabile, instabile o pieno di problemi come alcune narrazioni vorrebbero far credere.
Da oltre vent’anni utilizzo Linux sia a casa sia in ambito lavorativo e, parallelamente, ho avuto modo di utilizzare Windows soprattutto in ambito server. Questa esperienza mi ha insegnato una cosa piuttosto semplice: ogni sistema operativo ha punti di forza e punti deboli e Linux non fa eccezione.
Il problema nasce quando una scelta tecnologica viene trasformata in una questione ideologica. Sui social capita frequentemente di leggere post in cui Linux viene descritto come la soluzione perfetta mentre Windows viene dipinto come un sistema pieno di pubblicità, virus, rallentamenti e problemi. Alcune critiche hanno certamente una base reale, ma generalizzare porta a una rappresentazione poco equilibrata.
Windows, soprattutto nelle configurazioni professionali e server risulta stabile, funzionale e perfettamente adeguato alle necessità di un’azienda. Allo stesso modo Linux può offrire caratteristiche che, in altri scenari, rendono la sua scelta estremamente interessante.
Dove Linux ha davvero un vantaggio
Il primo grande punto di forza di Linux è la libertà. Non si tratta soltanto della possibilità di scegliere una distribuzione tra centinaia di alternative. Significa poter decidere come configurare il sistema, quali componenti installare, quale ambiente desktop utilizzare e quali servizi mantenere attivi.
La personalizzazione rappresenta un altro elemento difficile da ignorare. GNOME, KDE Plasma, Cinnamon, Xfce, Sway, Hyprland e molti altri ambienti e window manager permettono di costruire esperienze molto diverse partendo dalla stessa base.
Questa libertà è particolarmente evidente su computer datati o con risorse hardware limitate. Una distribuzione leggera può permettere di continuare a utilizzare un PC che, con sistemi più pesanti, potrebbe risultare poco piacevole da usare.
Linux offre inoltre enormi vantaggi quando si parla di server, automazione e amministrazione dei sistemi. La disponibilità di strumenti da riga di comando, scripting, gestione remota e software open source permette di costruire infrastrutture estremamente flessibili.
La trasparenza del software libero rappresenta poi un valore importante. Il codice può essere studiato, modificato e verificato dalla comunità, anche se questo non significa automaticamente che ogni programma open source sia sicuro o privo di vulnerabilità.
Ed è proprio qui che bisogna evitare un altro luogo comune: Linux non è magicamente immune da virus o malware. La sicurezza dipende dalla configurazione, dagli aggiornamenti, dai software utilizzati, dai permessi e soprattutto dal comportamento dell’utente. Linux può offrire ottimi strumenti per costruire sistemi sicuri, ma non è una barriera magica contro qualsiasi minaccia.
Linux diventa particolarmente interessante quando l’obiettivo è avere il massimo controllo possibile sul proprio computer. Chi vuole decidere cosa viene installato, come vengono gestiti i servizi e quale interfaccia utilizzare trova nel mondo Linux una libertà difficilmente comparabile.
Linux non deve diventare una guerra contro Windows
Il confronto con Windows dovrebbe però essere fatto con maggiore equilibrio. Criticare Windows perché contiene determinate funzionalità o perché Microsoft prende decisioni discutibili è legittimo. Trasformare però ogni critica in “Windows fa schifo, Linux è perfetto” non aiuta a comprendere realmente le differenze.
C’è poi una situazione che personalmente trovo piuttosto curiosa: capita di vedere contenuti estremamente aggressivi contro Microsoft e Windows pubblicati su blog e social realizzati utilizzando strumenti di intelligenza artificiale appartenenti proprio a Microsoft (Copilot). Al di là dell’aspetto ironico, questo dovrebbe ricordarci quanto sia facile trasformare una discussione tecnologica in una contraddizione.
Non c’è nulla di sbagliato nell’utilizzare uno strumento Microsoft per parlare di Linux. Allo stesso modo, non c’è nulla di sbagliato nell’utilizzare Linux e Windows con software proprietari. Da come la vedo io la tecnologia non dovrebbe essere una tifoseria calcistica.
Linux è davvero migliore di Windows quando le sue caratteristiche rispondono meglio alle esigenze dell’utente. Può essere la scelta ideale per chi vuole libertà, controllo, personalizzazione, strumenti potenti per l’amministrazione, automazione, sviluppo software o gestione di server. Può essere una soluzione eccellente anche per chi semplicemente vuole utilizzare un computer senza sentirsi vincolato a determinate scelte.
Ma esistono situazioni in cui Windows rimane la soluzione più pratica, così come esistono scenari in cui macOS è una scelta eccellente. Riconoscerlo non significa essere meno appassionati di Linux.
Dopo più di vent’anni passati a utilizzare Linux, la conclusione a cui sono arrivato è proprio questa: Linux deve essere una scelta, non una guerra. Il valore del software libero non aumenta quando qualcuno riesce a convincere un utente che Windows è cattivo. Aumenta quando Linux dimostra concretamente di essere una soluzione valida, libera e capace di risolvere problemi reali.
Ed è probabilmente questo il modo migliore per parlare di Linux: raccontarne i vantaggi, riconoscerne i limiti e soprattutto lasciare alle persone la libertà di scegliere.
Non lo so, io sono cresciuto con Windows, ma sinceramente nella maturità ho scelto di passare a Linux per i seguenti motivi.
Software open source, software libero ispezionabile da tutti.
Nessun tracciamento, nessuna applicazione “spia”, questo è direttamente collegato alla prima affermazione, se il software è open source tutti possono controllare che non vi siano “trappole” nascoste.
Linux è prevalentemente gratuito, quindi famiglie, aziende, privati, anziani, studenti che magari posseggono più di un pc non debbono per forza spendere molti soldi per le licenze.
Ricordo che nonostante Windows sia l’OS più usato sul pianeta Terra, Microsoft se ne guarda bene di fare sconti o prezzi speciali per famiglie, anziani e studenti o portatori di handicap, o per luoghi di culto o per ospedali o per centri anziani, o per associazioni di volontariato, giusto per far notare la generosità dell’azienda.
Stabilità, Linux è molto più stabile di Windows, generalmente Linux è più leggero, essenziale rispetto a Windows ed è anche più stabile nella mia esperienza soprattutto con determinate distro.
Software gratuito, la comunità Linux sforna tantissimo software gratuito e open source per ogni necessità, questo non nega la possibilità assolutamente presente di far girare su Linux software a pagamento.
Oltre al costo del pc dobbiamo infatti aggiungere quello di Windows che è un prezzo nascosto nella maggior parte dei casi, più i software per la maggior parte a pagamento o peggio abbonamento sempre per Windows.
Linux è più sicuro, questo è fuori da ogni dubbio, viste le politiche di espansione e dei prezzi praticati da Microsoft a tutti indistintamente, gli hacker hanno creato storicamente e principalmente virus per Windows e non per Linux e se esistono virus per Linux sono stati creati per danneggiare aziende collegate a Microsoft a livello commerciale ma che usano Linux per i loro servers.
Non dimentichiamo che ogni 4/5 anni esce una nuova versione di Windows, più pesante della precedente che nella maggior parte dei casi ti porta o a volte pretende di farti cambiare pc, vedi Win 11 e TPM.
Poi c’è la pubblicità, gli screenshot del desktop dopo tot secondi, una privacy inesistente, tutte cose dove invece Linux brilla per semplicità e trasparenza e rispetto dell’utente.
Queste sono le cose che mi vengono in mente così al volo, probabilmente ho dimenticato qualcosa e molto ci sarebbe da approfondire in quanto detto, ma comunque credo che non sia poco.
Io non costringo nessuno, ma credo che ognuno di noi, e soprattutto a livello di PA, dovremmo provare Linux e cercare di capire questi meccanismi.
Leggevo pochi giorni fa che per il rinnovo delle licenze di Windows in una ASL al nord sono stati spesi 49 milioni di euro!! 49 milioni solo per una ASL, immaginatevi in tutta Italia tra ministeri, caserme, comuni, regioni e altro quanto spendiamo…. mi sembra una esagerazione che dura da troppo tempo.
Capisco chi fa spallucce, chi è digiuno di nozioni informatiche di base, la maggior parte degli utenti, capisco tutto ma basterebbe leggere un po di commenti per capire la situazione.
Un saluto.
Dopo anni di Linux e di Windows sono concorde in toto con l’articolo:
– le guerre ideologiche non fanno bene a nessuno
– ogni sistema operativo ha i suoi punti di forza
– ogni persona deve utilizzare il software con cui si trova meglio
C’è da dire però che il monopolio Microsoft non può più andare avanti, un’azienda non può spendere 120 € più iva l’anno a persona per la licenza di Microsoft 365 con la scusa che Office è usato da tutti e quindi i formati e bla bla. Gli utenti devono capire che non è un buon modo di lavorare mandare in giro file excel e word, primo perché sono modificabili e secondo perché non è detto che chi li riceve sia in grado di leggerli. In azienda collaboriamo con un avvocato (molto bravo tra l’altro) che comunica con file Word
Poi c’è il problema della pubblica amministrazione che non si può più permettere di acquistare software da uno stato guidato da un presidente che posta sugli account istituzionali video fatti con la AI di lui che con l’anello del potere di lanterna verde erge mura per fermare i clandestini e crea aerei da guerra. Il tutto regalando milioni a un’azienda che non ne ha assolutamente bisogno