Rclone, lo strumento a riga di comando open source essenziale per la gestione dei dati su oltre settanta cloud storage diversi, ha rilasciato la versione v1.72.0. Questo aggiornamento, apporta un mix robusto di nuove funzionalità, correzioni di bug e, soprattutto, miglioramenti significativi nelle prestazioni e nella sicurezza.

La release dimostra l’impegno costante del progetto nel rimanere lo standard de facto per la manipolazione di filesystem remoti.
Espansione e Prestazioni del Cloud
Il cuore di Rclone 1.72.0 batte più forte grazie a diversi progressi architetturali e all’aggiunta di nuove integrazioni. La feature più rilevante a livello di prestazioni è l’introduzione dell’interfaccia ListP (Paged Listing) in molti backend esistenti (come B2, OneDrive, Drive e WebDAV). Questo aggiornamento fondamentale consente di ottenere una barra di progresso visibile durante l’elenco di directory molto grandi e, cosa ancora più importante, riduce drasticamente l’utilizzo della memoria durante le operazioni di listing massivo.
Sul fronte dell’espansione, Rclone accoglie un nuovo backend nativo, chiamato Archive, pensato per leggere gli archivi direttamente sul cloud storage e supportato dal nuovo comando rclone archive. Inoltre, l’ecosistema S3-compatibile si allarga notevolmente con l’aggiunta di provider noti come Cubbit Object Storage e Hetzner Object Storage, assieme a Intercolo, Rabata, Servercore e SpectraLogic. Questo consolidamento rende Rclone uno strumento ancora più universale.
Miglioramenti di Usabilità, Sicurezza e Strumenti di Controllo Remoto
La nuova versione non si limita all’espansione del cloud, ma rafforza anche l’usabilità e la sicurezza. Due backend popolari, Mega e Proton Drive, hanno ricevuto il supporto per il login 2FA automatizzato rispettivamente tramite implementazione diretta e chiave segreta OTP, un significativo passo avanti per la sicurezza degli account.
Per quanto riguarda i comandi, sono stati aggiunti rclone config string per facilitare la creazione di stringhe di connessione e rclone test speed per misurare in modo efficiente la velocità di un remote specifico. La feature di Controllo Remoto (RC) è stata potenziata con l’introduzione di job/batch per l’esecuzione concorrente di comandi e l’aggiunta di maggiori informazioni di sistema (osVersion, osKernel, osArch) tramite core/version. È stata anche corretta l’emissione di log per le cartelle zip quando si utilizza il comando rclone serve http, migliorando la chiarezza dell’output.
In sintesi, Rclone v1.72.0 è una release di sostanza che non solo aggiunge nuovi servizi ma ottimizza l’infrastruttura di base, rendendo la gestione del cloud più veloce, più sicura e più controllabile per l’intera base utenti.
Ricordo che possiamo utilizzare Rclone anche attraverso interfaccia grafica seguendo questi nostri articoli dedicati.
Note di rilascio Rclone v1.72.0