Il mondo del software libero accoglie una nuova collaborazione di peso: Rocky Linux entra ufficialmente nel programma di patronato del KDE e.V., l’organizzazione che sostiene lo sviluppo di KDE Plasma e dell’intero ecosistema KDE. Si tratta di un passo significativo, che colloca la Rocky Enterprise Software Foundation accanto a realtà come Canonical, Google, SUSE, TUXEDO Computers e The Qt Company.

L’annuncio arriva direttamente dal progetto KDE, che sottolinea come la RESF, l’organizzazione no‑profit che governa Rocky Linux, abbia scelto di sostenere economicamente la comunità KDE. Secondo Brian Clemens, cofondatore e vicepresidente della fondazione, la decisione nasce da un principio semplice: il software libero prospera quando le comunità si supportano a vicenda. KDE è una scelta naturale, anche perché la versione workstation di Rocky Linux basata su Plasma è molto apprezzata dagli utenti.
Il programma di patronato del KDE e.V. riunisce aziende e organizzazioni che contribuiscono con donazioni annuali di almeno 5.000 euro. Questi fondi sono essenziali per garantire la continuità del progetto, finanziando lo sviluppo del software, la manutenzione dell’infrastruttura, gli eventi della comunità e il supporto ai collaboratori. È un modello che permette a KDE di rimanere indipendente e sostenibile, continuando a innovare senza pressioni commerciali esterne.
La presenza di Rocky Linux tra i patroni rafforza una sinergia già naturale. La distribuzione, nata come risposta comunitaria alla fine del CentOS tradizionale, è oggi un sistema affidabile per server, cloud, supercalcolo e workstation. L’interesse verso KDE Plasma come ambiente desktop di riferimento rende questa collaborazione ancora più coerente. Aleix Pol, presidente del KDE e.V., ha espresso entusiasmo per l’ingresso di Rocky Linux nel programma, auspicando una diffusione ancora maggiore delle tecnologie KDE all’interno dell’ecosistema Rocky.
Questa partnership rappresenta un esempio virtuoso di come i progetti open source possano sostenersi reciprocamente, creando un circolo virtuoso che beneficia utenti, sviluppatori e aziende. Un segnale positivo per l’intero panorama del software libero.