
Chi utilizza Linux per installare distribuzioni, recuperare sistemi operativi o preparare supporti di avvio conosce bene l’importanza di avere a disposizione uno strumento affidabile per gestire le chiavette USB. Rufix è un’applicazione progettata proprio per questo scopo e si propone come alternativa a Rufus, il popolare programma per Windows dedicato alla formattazione delle unità rimovibili e alla creazione di supporti avviabili.
Sviluppato in Python con GTK3, Rufix punta a offrire un’interfaccia grafica accessibile e funzionalità avanzate senza essere legato a una particolare distribuzione Linux. Può essere utilizzato su sistemi come Ubuntu, Debian, Linux Mint, Pop!_OS, Fedora, openSUSE, Arch Linux e Manjaro, oltre che sulle rispettive derivate.
L’applicazione è pensata per funzionare con diversi ambienti desktop, tra cui GNOME, KDE Plasma, Cinnamon, Xfce e MATE. Questa flessibilità permette di utilizzare lo stesso strumento su computer differenti, indipendentemente dall’interfaccia grafica scelta.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la gestione delle unità di archiviazione. Rufix mostra normalmente soltanto chiavette USB e schede SD, riducendo il rischio di selezionare accidentalmente il disco interno del computer. È disponibile anche un’opzione per visualizzare i dischi USB fissi. Inoltre, il componente privilegiato ricontrolla l’unità selezionata prima di eseguire operazioni potenzialmente distruttive.
Formattazione USB, immagini ISO e supporto per Windows
Rufix offre diverse modalità operative per preparare un dispositivo rimovibile. La funzione di formattazione consente di scegliere tra FAT32, exFAT, NTFS, ext4 e FAT16, configurando lo schema delle partizioni MBR o GPT, l’etichetta del volume e la dimensione dei cluster. Sono disponibili sia la formattazione rapida sia quella completa con azzeramento dei dati.
Per chi desidera controllare lo stato di una chiavetta, il programma include anche una verifica dei blocchi danneggiati, con un numero configurabile da uno a quattro passaggi di scrittura e lettura. Si tratta di una funzione utile per individuare eventuali problemi prima di affidare al dispositivo file importanti o immagini di installazione.
La creazione di supporti avviabili rappresenta il punto centrale di Rufix. Le immagini Linux possono essere scritte in modalità DD, con una verifica successiva dei dati tramite rilettura. Il programma supporta file ISO, IMG e RAW, oltre alle immagini IMG compresse nei formati XZ, GZ e BZ2, che vengono decompresse durante l’elaborazione.
È presente anche una modalità ISO basata sulla copia dei file, pensata per preparare unità avviabili UEFI con FAT32. Questa alternativa può risultare utile quando non è necessario effettuare una scrittura diretta dell’immagine sull’intero dispositivo.
Rufix dedica particolare attenzione alle immagini di installazione di Windows 10 e Windows 11. L’applicazione può preparare supporti UEFI e gestire il limite di 4 GB dei singoli file FAT32. Se è installato wimlib, disponibile anche attraverso il pacchetto wimtools su Debian e Ubuntu, un file install.wim troppo grande viene suddiviso automaticamente. In alternativa, il programma può utilizzare una struttura con due partizioni, una FAT32 per l’avvio e una NTFS per i file di installazione.
Sono disponibili inoltre opzioni di personalizzazione dell’installazione di Windows, simili a quelle offerte da Rufus, per saltare alcuni controlli relativi a TPM 2.0, Secure Boot e memoria RAM, evitare l’obbligo dell’account Microsoft online e ridurre le domande sulla privacy attraverso un file autounattend.xml.
Archivi compressi, controlli di integrità e aggiornamenti
Oltre alla preparazione dei supporti di avvio, Rufix permette di formattare un’unità e successivamente estrarre un archivio direttamente sulla chiavetta. Sono supportati ZIP, 7Z, RAR e diversi formati TAR compressi. ZIP e TAR funzionano senza componenti aggiuntivi, mentre per 7Z e RAR può essere necessario installare 7-Zip, p7zip-full o un programma compatibile come unrar.
Prima di cancellare i dati presenti sul dispositivo, Rufix controlla l’archivio selezionato. Il programma può rifiutare operazioni che superano la capacità disponibile, che contengono file più grandi di 4 GB destinati a FAT32 o che presentano percorsi potenzialmente pericolosi. L’estrazione viene eseguita con i normali privilegi dell’utente, senza ricorrere ai permessi di amministratore per questa fase.
Per verificare l’integrità dei file scaricati, è disponibile una funzione di calcolo degli hash MD5, SHA-1 e SHA-256, accessibile attraverso il pulsante contrassegnato dal simbolo cancelletto. Questa caratteristica è particolarmente pratica quando si scaricano immagini ISO di distribuzioni Linux e si desidera controllare il file prima di scriverlo su una chiavetta.
L’interfaccia supporta inoltre il trascinamento delle immagini direttamente nella finestra e l’apertura dei file dal gestore del desktop. Durante le operazioni vengono mostrati l’avanzamento, la velocità, il tempo rimanente e le informazioni necessarie per seguire il processo. È possibile annullare le attività e salvare un registro delle operazioni, utile per individuare eventuali errori.
La scheda delle impostazioni permette di conservare le preferenze tra un’esecuzione e l’altra e di controllare la disponibilità di nuove versioni pubblicate su GitHub. Gli aggiornamenti scaricati vengono verificati attraverso il checksum SHA-256 pubblicato, aggiungendo un controllo importante alla procedura di aggiornamento.
Come installare Rufix
Rufix è disponibile per gli utenti Linux con pacchetti deb, binari precompilati e nella versione Flatpak. Per chi cerca uno strumento grafico versatile per formattare unità USB, verificare supporti di archiviazione e preparare installazioni di Linux o Windows, rappresenta una soluzione da valutare, soprattutto quando si desidera riunire queste operazioni in un’unica applicazione. Abbiamo testato Rufix su Ubuntu 26.04 LTS.
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