Spacemapper analizzare lo spazio su disco Linux con una treemap interattiva

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Spacemapper
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Spacemapper è un’applicazione per Linux progettata per analizzare l’utilizzo dello spazio su disco attraverso una rappresentazione grafica intuitiva. Il programma visualizza file e cartelle come rettangoli di dimensioni proporzionali allo spazio occupato, permettendo di individuare immediatamente directory particolarmente grandi, archivi dimenticati e file che contribuiscono a riempire un’unità di archiviazione.

Il funzionamento ricorda quello di SpaceSniffer, una nota utility per Windows dedicata all’analisi dello spazio disponibile. Su Linux, Spacemapper offre un approccio simile, con una visualizzazione interattiva che permette di esplorare le directory, ingrandire singole aree e approfondire la struttura delle cartelle senza perdere di vista il quadro generale.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la sicurezza: Spacemapper analizza i file senza offrire funzioni per eliminarli, spostarli o rinominarli. L’applicazione è quindi pensata per la consultazione e la diagnostica, lasciando all’utente il controllo delle eventuali operazioni successive. Scrive soltanto i propri file di configurazione e i riepiloghi delle scansioni, necessari per conservare le preferenze e confrontare i risultati nel tempo.

Il programma supporta sia Wayland sia X11 e utilizza una scansione multithread per velocizzare l’analisi di dischi e directory. Le dimensioni riportate sono progettate per corrispondere ai risultati di du, rendendo più semplice confrontare le informazioni grafiche con quelle ottenute tramite gli strumenti da terminale.

Treemap, filtri avanzati e ricerca dei file duplicati

La caratteristica principale di Spacemapper è la treemap, una mappa composta da rettangoli che rappresentano file e cartelle. Un elemento molto grande indica un consumo significativo di spazio, mentre i rettangoli contenuti al suo interno mostrano come tale spazio sia distribuito tra sottocartelle e singoli file.

La visualizzazione può essere esplorata con il mouse o con la tastiera. È possibile regolare il livello di dettaglio, decidere quanti livelli di directory visualizzare e scegliere tra diverse modalità cromatiche: colori per cartella principale, scala di grigi, tipo di file oppure età dei contenuti.

Accanto alla mappa è disponibile un pannello laterale che raccoglie informazioni aggiuntive. La sezione dei contenuti mostra file e directory della posizione selezionata, mentre quella dedicata ai file più grandi elenca fino a 500 elementi presenti nella cartella corrente e nelle sue sottodirectory. Una vista separata raggruppa lo spazio utilizzato per estensione, consentendo di identificare rapidamente categorie come video, archivi o immagini.

La ricerca può essere affinata attraverso filtri combinabili, basati su nome, percorso, dimensione, data e presenza di file nascosti. Per esempio, è possibile cercare video superiori a 1 GB, individuare file modificati da oltre un anno oppure visualizzare le cache dei browser, i dati di Steam, le macchine virtuali e i file di registro.

Spacemapper include numerosi filtri predefiniti per individuare elementi potenzialmente interessanti durante una manutenzione del sistema. Sono disponibili categorie dedicate alle cache, ai dati temporanei, ai giochi, ai prefissi Wine e Proton, ai pacchetti Flatpak e Snap, ai container e alle directory di compilazione.

Un’altra funzione utile è la ricerca dei duplicati. L’applicazione confronta i file attraverso tre passaggi: verifica delle dimensioni, confronto dei primi 64 KB e controllo del contenuto completo quando necessario. Questo metodo riduce il numero di file che devono essere letti integralmente.

I risultati vengono ordinati in base allo spazio potenzialmente recuperabile mantenendo una sola copia di ciascun contenuto. L’utente può scegliere una dimensione minima, da 1 MB fino a 1 GB, per limitare la ricerca ai duplicati più rilevanti oppure includere file più piccoli.

È importante considerare anche gli hard link e i file con dati condivisi tramite reflink. Gli hard link vengono conteggiati una sola volta, mentre le copie basate su reflink, disponibili per esempio su Btrfs e XFS, possono condividere gli stessi blocchi fisici. In questi casi, eliminare una copia non significa necessariamente recuperare spazio sul disco.

Confronto tra scansioni, permessi amministrativi e strumenti per Linux

Spacemapper non si limita a fotografare lo stato attuale del disco. Dopo ogni scansione completa, salva un riepilogo delle dimensioni delle directory. Quando la stessa posizione viene analizzata nuovamente, la sezione Changes permette di confrontare i risultati con una scansione precedente, mostrando quali cartelle sono cresciute e quali hanno ridotto il proprio ingombro.

Il programma conserva le ultime dieci scansioni disponibili per il confronto. Questa funzione è utile per capire quali directory stanno aumentando progressivamente di dimensione, verificare l’effetto di aggiornamenti software e individuare cambiamenti significativi nell’archiviazione dei dati.

Per garantire una rappresentazione chiara, le cartelle che nella scansione precedente occupavano meno di 1 MB non vengono salvate nel riepilogo dettagliato. Se successivamente diventano più grandi, il programma segnala che in precedenza erano inferiori a tale soglia, senza mostrare una variazione numerica esatta.

Quando si analizza un’intera unità, Spacemapper può visualizzare anche lo spazio libero e quello occupato da elementi che non è stato possibile leggere. Quest’ultima categoria comprende soprattutto directory protette dai permessi, metadati del filesystem e, nel caso di Btrfs, anche snapshot che possono influire sullo spazio effettivamente utilizzato.

Per esaminare directory di sistema come /root o alcune parti di /var, è disponibile la modalità Full access. Attivandola, l’applicazione richiede l’autorizzazione amministrativa attraverso polkit e pkexec. Soltanto la fase di scansione viene eseguita con privilegi elevati, mentre l’interfaccia grafica continua a funzionare con l’utente corrente.

Nei desktop GNOME, KDE Plasma, Cinnamon e Xfce è normalmente disponibile un agente polkit. Chi utilizza window manager come Hyprland, Sway o i3 potrebbe invece dover installare e avviare manualmente un agente compatibile per visualizzare correttamente la richiesta della password.

Tra le altre caratteristiche troviamo la possibilità di aprire un file o visualizzarne la posizione nel file manager tramite il menu contestuale, aggiornare la scansione e generare dati JSON utilizzabili da script e programmi esterni. Quest’ultima funzionalità rende Spacemapper interessante anche per gli utenti più esperti che desiderano integrare le informazioni sull’utilizzo del disco nei propri strumenti di amministrazione.

Il programma distingue inoltre tra dimensione logica dei file e spazio effettivamente occupato sul disco. La differenza è particolarmente importante per file compressi, file sparsi e contenuti molto piccoli, per i quali le due misure possono essere sensibilmente diverse.

Come installare Spacemapper

Spacemapper viene rilasciato per Linux con pacchetti deb, rpm, binari precompilati e nella versione “portable” AppImage. Abbiamo testato Spacemapper su Linux Ming 22.3 Zena.

Con queste funzionalità, Spacemapper offre agli utenti Linux uno strumento pratico per analizzare dischi e directory, individuare duplicati e controllare l’evoluzione dello spazio occupato, mantenendo separata la fase di analisi da qualsiasi operazione di modifica dei file.

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