
Clonezilla si conferma uno degli strumenti più apprezzati dagli amministratori di sistema e dagli utenti avanzati che necessitano di creare immagini disco, effettuare backup completi o clonare rapidamente interi sistemi. La versione 3.3.2 introduce numerose novità tecniche che migliorano compatibilità hardware, sicurezza e gestione degli ambienti di archiviazione complessi.
Basata sul ramo Debian Sid aggiornato a maggio 2026, questa nuova release adotta il kernel Linux 7.0, garantendo il supporto alle piattaforme hardware più recenti e una migliore compatibilità con dispositivi di nuova generazione.
L’aggiornamento arriva dopo oltre tre mesi di sviluppo e porta con sé una lunga serie di miglioramenti che interessano sia gli utenti desktop sia gli amministratori che utilizzano Clonezilla in infrastrutture professionali.
Nuove funzionalità per crittografia, RAID e gestione dello storage
Tra le novità più importanti spicca l’introduzione del nuovo strumento ocs-cvtimg-enc, progettato per convertire immagini disco crittografate. A questo si affianca l’integrazione di gocryptfs, che amplia le opzioni disponibili per la protezione dei dati archiviati nelle immagini create da Clonezilla.
Grande attenzione è stata dedicata anche agli ambienti RAID software Linux.
Clonezilla 3.3.2 introduce il supporto al deployment MDRAID per il Lite Server e aggiunge numerosi strumenti specifici per la gestione degli array RAID.
Tra i nuovi componenti inclusi troviamo:
- gocryptfs
- fido2-tools
- thin-provisioning-tools
- ocs-mdraid-start
- ocs-mdraid-stop
- ocs-save-mdraid-layout
- ocs-restore-mdraid-layout
- ocs-purge-mdraid-layout
Il supporto a LVM Thin Provisioning rappresenta un altro miglioramento rilevante per chi lavora con infrastrutture virtualizzate o ambienti server che richiedono una gestione efficiente dello spazio di archiviazione.
Clonezilla adotta inoltre un nuovo sistema di verifica dell’integrità che utilizza b3sum al posto di sha256sum per il controllo del sistema live, accompagnato da un nuovo menu dedicato alla verifica del supporto di avvio.
Prestazioni migliorate, nuovi controlli e maggiore affidabilità
Sul fronte delle prestazioni, gli sviluppatori hanno scelto di utilizzare il checksum XXH128 come impostazione predefinita nelle operazioni Partclone dedicate al salvataggio delle immagini e alla clonazione diretta tra dispositivi. Questa modifica punta a velocizzare le procedure di verifica mantenendo elevati livelli di affidabilità.
Anche la gestione di MDRAID riceve ulteriori ottimizzazioni grazie alla standardizzazione delle convenzioni di denominazione e a un miglioramento delle procedure di arresto e pulizia degli array. Questo riduce il rischio di errori legati a dispositivi ancora occupati durante le operazioni di ripristino.
L’utility ocs-blk-dev-info è stata aggiornata per mostrare le dimensioni logiche dei blocchi e offrire tempi di esecuzione più rapidi. Parallelamente, il programma ocs-clean-disk-part-fs opera ora in modalità interattiva per impostazione predefinita, introducendo un ulteriore livello di sicurezza durante le operazioni potenzialmente distruttive.
La localizzazione del progetto continua inoltre ad ampliarsi grazie all’aggiunta di nuove traduzioni per ceco, olandese, indonesiano, thailandese, ucraino e vietnamita.
Completano il rilascio gli aggiornamenti a Partclone 0.3.47 ed ezio 2.0.23, insieme alla correzione di numerosi bug che interessavano la gestione dei dischi completi, alcune operazioni di ripristino e la visualizzazione dell’interfaccia ncurses durante specifiche modalità operative.