
Chi lavora quotidianamente con il computer sa quanto possa essere frustrante condividere lo schermo durante una riunione quando il video arriva con diversi secondi di ritardo oppure presenta una qualità insufficiente. Il problema diventa ancora più evidente quando bisogna mostrare codice sorgente, terminali, configurazioni o interfacce ricche di testo.
Screego nasce proprio per affrontare questo scenario. Si tratta di un progetto open source dedicato esclusivamente alla condivisione dello schermo, progettato per offrire bassa latenza e alta qualità dell’immagine attraverso WebRTC.
L’idea alla base del progetto è volutamente semplice: Screego non vuole sostituire piattaforme complete per videoconferenze o chat aziendali. Può invece essere utilizzato insieme agli strumenti già presenti nell’organizzazione, occupandosi soltanto della trasmissione dello schermo.
Questo approccio permette di utilizzare Screego come componente aggiuntivo durante una riunione, soprattutto quando la funzionalità di screen sharing integrata nella piattaforma utilizzata non offre risultati soddisfacenti.
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di utilizzarlo in modalità self-hosted. Il server può infatti essere installato autonomamente tramite Docker oppure utilizzando un singolo binario, rendendo il progetto particolarmente interessante per amministratori di sistema, sviluppatori e utenti che preferiscono mantenere il controllo dell’infrastruttura.
WebRTC, più utenti e server TURN integrato
La trasmissione dello schermo di Screego utilizza WebRTC, tecnologia progettata per consentire comunicazioni in tempo reale direttamente attraverso il browser. Questa scelta permette di ottenere una combinazione di qualità elevata e latenza contenuta, particolarmente utile quando il contenuto condiviso deve essere letto con precisione.
Screego supporta inoltre la condivisione dello schermo tra più utenti. Non si tratta quindi solamente di uno strumento pensato per una connessione punto-punto tra due persone: più partecipanti possono accedere alla stessa sessione e visualizzare lo schermo condiviso.
Tra le caratteristiche principali troviamo:
- condivisione dello schermo tra più utenti;
- trasferimento protetto tramite WebRTC;
- bassa latenza e alta risoluzione;
- installazione tramite Docker o singolo binario;
- server TURN integrato per facilitare le connessioni attraverso reti con NAT.
Il componente TURN assume un ruolo importante quando i browser non riescono a stabilire direttamente una connessione WebRTC. In queste situazioni il traffico può essere instradato attraverso un server TURN, aumentando la compatibilità con differenti configurazioni di rete.
Per un’installazione self-hosted è quindi necessario prestare attenzione alla configurazione della rete. Screego richiede HTTPS per l’accesso e, quando necessario, deve essere configurato con l’indirizzo IP pubblico del server. Anche il firewall deve consentire il traffico sulle porte utilizzate dal servizio.
La configurazione predefinita utilizza la porta 5050 per il servizio principale e la 3478 per TURN, oltre alle porte UDP necessarie per il funzionamento del server TURN. In una rete aziendale questi aspetti devono essere valutati insieme alle regole del firewall e alla configurazione NAT.
Un’altra funzione interessante permette di creare automaticamente una stanza quando un utente tenta di accedere a una room inesistente. Aggiungendo il parametro create=true all’indirizzo della stanza, Screego può provvedere alla sua creazione automatica. Questa caratteristica è utile quando si desidera utilizzare sempre lo stesso identificativo senza dover ricreare manualmente la stanza ogni volta.
Screego si rivolge quindi soprattutto a chi cerca uno strumento semplice, leggero e focalizzato sulla condivisione dello schermo, senza aggiungere chat, calendario, videoconferenze o altre funzioni non necessarie. La possibilità di eseguirlo autonomamente tramite Docker o binario singolo lo rende inoltre una soluzione interessante per chi gestisce server Linux e infrastrutture private.
Screego può essere installato via Docker oppure (consiglio solo per test) utilizzato avviando il server con binari precompilati. Abbiamo testato Screego su Kubuntu 26.04 LTS.