Linus Torvalds ha recentemente respinto la proposta di abilitare di default DAMON (Data Access MONitor) nel kernel Linux, riaccendendo il dibattito sulla filosofia di sviluppo che guida il progetto. DAMON è uno strumento avanzato per il monitoraggio dell’accesso ai dati in memoria, sviluppato da Amazon e altri contributori, pensato per ottimizzare le prestazioni e l’efficienza del sistema. Nonostante il crescente interesse da parte di distribuzioni come Fedora, Debian, AlmaLinux e persino Android, Torvalds ha deciso di annullare il commit che avrebbe reso attiva per impostazione predefinita la configurazione CONFIG_DAMON.

La motivazione alla base di questa scelta è coerente con l’approccio conservativo che da sempre caratterizza il mantenimento del kernel: nessuna funzionalità dovrebbe essere abilitata di default senza una giustificazione solida e condivisa. Secondo Torvalds, introdurre nuove opzioni attive per impostazione predefinita, soprattutto se poco conosciute o di nicchia, rischia di compromettere la stabilità e la prevedibilità del sistema. Anche se DAMON non altera il comportamento del kernel senza un’esplicita attivazione da parte dell’utente, il solo fatto di includerlo di default è stato ritenuto inappropriato.
La decisione è stata presa durante il ciclo di sviluppo di Linux 6.16, dopo che il patch era stato inizialmente accettato senza particolare clamore. Una volta portata alla sua attenzione, Torvalds ha prontamente revertito la modifica, riaffermando la linea guida secondo cui il kernel non dovrebbe includere “driver o funzionalità casuali” senza un consenso chiaro e motivato.
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