
Fedora 45 Beta è da poco disponibile e permette agli utenti di provare in anteprima le principali novità della prossima versione della distribuzione Linux. Il nuovo ciclo di sviluppo porta aggiornamenti importanti sia per l’esperienza desktop sia per i componenti fondamentali del sistema.
La nuova versione è disponibile nelle principali edizioni Fedora, tra cui Workstation, KDE Plasma Desktop, Server, Cloud e IoT. Sono inoltre disponibili i contenuti destinati alle varianti Atomic, agli Spin e ai Labs, anche se alcune immagini specifiche non fanno ancora parte della Beta.
Sul fronte desktop, Fedora Workstation 45 Beta si basa su GNOME 51, mentre l’edizione KDE Plasma Desktop integra KDE Plasma 6.7. Il risultato è una base software particolarmente aggiornata per chi utilizza Fedora come sistema operativo desktop.
Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda la console di sistema. Fedora 45 sostituisce la tradizionale console fbcon integrata nel kernel con kmscon, una soluzione in spazio utente progettata per offrire una gestione più moderna della visualizzazione, un rendering più fluido e un supporto migliorato per caratteri e font Unicode.
Anche la sicurezza dei pacchetti riceve una modifica significativa. Fedora 45 abilita infatti per impostazione predefinita la verifica delle firme dei pacchetti, impedendo l’installazione involontaria di pacchetti RPM privi di una firma valida. Si tratta di un cambiamento importante per la gestione del software e per la protezione del sistema.
Aggiornamenti del sistema, installer e strumenti di sviluppo
Fedora 45 Beta aggiorna numerosi componenti fondamentali della distribuzione. Tra le versioni incluse nel nuovo ciclo troviamo GCC 16.2, glibc 2.44, Go 1.27 e Python 3.15. Anche Podman 6 e Pandas 3 fanno parte delle novità software disponibili nella nuova release.
Un’altra modifica riguarda la gestione dei segreti nelle applicazioni desktop. Fedora 45 punta a una gestione più uniforme attraverso oo7, che prende il posto delle precedenti implementazioni basate su componenti come GNOME Keyring e KWallet. L’obiettivo è rendere più coerente l’accesso alle credenziali tra differenti ambienti desktop.
Importanti cambiamenti interessano anche Anaconda, l’installer di Fedora. Le immagini Atomic stanno adottando un processo di generazione basato su image-builder, mentre l’installer introduce funzionalità iniziali per procedure WebUI dedicate alle varianti Atomic. È inoltre disponibile il supporto nativo al partizionamento tramite filesystem Stratis.

Fedora CoreOS riceve a sua volta alcune modifiche interessanti: systemd-oomd e lo swap tramite zram vengono abilitati per impostazione predefinita, con l’obiettivo di migliorare la gestione della memoria quando il sistema si trova sotto pressione.
Il progetto Fedora ha dedicato particolare attenzione anche alla fase di test. Prima dell’arrivo della Beta sono state organizzate giornate di verifica dedicate a GNOME 51, RPM 6.1, supporto hardware, installazione, KDE Plasma e altre componenti considerate particolarmente importanti per Fedora 45.
Per gli utenti interessati ai Mac con processori Apple Silicon c’è inoltre una novità importante. Fedora Asahi Remix 45 Beta offre per la prima volta il supporto iniziale integrato per Apple M3, M3 Pro e M3 Max. L’accelerazione 3D per questi chip non è ancora disponibile nella Beta e sarà aggiunta successivamente tramite un aggiornamento di Mesa. Sono invece disponibili la decodifica hardware H.264 e VP9 su tutti i sistemi Apple Silicon e la decodifica AV1 sui dispositivi M3.
Fedora 45 Beta rappresenta quindi un aggiornamento particolarmente ricco di cambiamenti tecnici, con novità che interessano desktop, sicurezza, console, installer, sviluppo e piattaforme ARM. Come per ogni versione Beta, l’edizione è destinata soprattutto a chi vuole effettuare test e segnalare eventuali problemi prima del rilascio stabile, non all’utilizzo quotidiano su sistemi di produzione.