Ghostty diventa progetto no-profit

Ghostty è un emulatore di terminale GPU-accelerato lanciato nel 2023 da Mitchell Hashimoto, già noto per aver co-fondato HashiCorp.

Fin dalla sua nascita, il progetto ha attirato l’attenzione della comunità Linux grazie alle sue prestazioni elevate e alla licenza MIT che ne garantisce la natura open source. Nel dicembre 2025 Hashimoto ha annunciato un cambiamento significativo: Ghostty è ora un progetto no-profit, gestito sotto la supervisione di Hack Club, un’organizzazione registrata come 501(c)(3) negli Stati Uniti.

Cosa cambia per gli utenti

Dal punto di vista tecnico, gli utenti non noteranno differenze: Ghostty continuerà a essere distribuito con la stessa licenza MIT e lo sviluppo rimarrà focalizzato sul miglioramento delle versioni grafiche e sull’avanzamento di libghostty. La vera novità riguarda la gestione del progetto. Hack Club si occuperà di conformità legale, contabilità, donazioni e trasparenza finanziaria, garantendo che ogni attività economica sia pubblicamente visibile. Questo modello rafforza la fiducia degli utenti e dei contributori, assicurando che Ghostty rimanga libero da pressioni commerciali o da rischi di acquisizioni future.

Benefici della transizione a no-profit

Con la nuova struttura, Ghostty può ricevere donazioni deducibili fiscalmente negli Stati Uniti, aprendo la strada a un sostegno più ampio per sviluppatori, dipendenze upstream e iniziative comunitarie.

Inoltre, tutti i nomi, marchi e proprietà intellettuali del progetto sono stati trasferiti a Hack Club, consolidando la governance e riducendo il rischio di cambiamenti improvvisi di direzione. Hashimoto rimane il principale responsabile delle decisioni, ma il nuovo assetto pone le basi per una futura gestione condivisa e mission-driven.

Un segnale per le soluzioni open source

La transizione di Ghostty a un modello no-profit rappresenta un segnale importante per l’intero ecosistema open source. In un periodo in cui molti progetti rischiano di essere inglobati da logiche commerciali, la scelta di affidarsi a un ente mission-driven garantisce stabilità e continuità. Per la comunità Linux, significa poter contare su un terminale moderno e performante, sviluppato con l’obiettivo di servire gli utenti piuttosto che interessi privati.

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Fonte: Linuxiac

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