
Chi utilizza GIMP da molti anni difficilmente ha avuto l’occasione di vedere com’era il celebre editor grafico prima dell’arrivo della versione 1.0. Oggi questa curiosità può essere soddisfatta grazie al lavoro dello sviluppatore balooii, che ha realizzato un pacchetto Flatpak capace di eseguire GIMP 0.54 sui moderni sistemi Linux a 64 bit, anche in ambiente Wayland.
Non si tratta di un’iniziativa ufficiale del progetto GIMP, bensì di un esperimento della comunità open source che punta a conservare una parte importante della storia del software libero. La versione 0.54 rappresenta infatti la più antica release il cui codice sorgente risulta ancora compilabile, offrendo agli appassionati la possibilità di esplorare un software risalente a circa trent’anni fa.
Una versione che racconta la storia di GIMP e di GTK
Nel 1996 GIMP 0.54 era ancora una versione beta e utilizzava Motif come toolkit grafico. Questa scelta limitava fortemente la distribuzione del programma, poiché Motif era un software proprietario e rendeva difficile coinvolgere nuovi sviluppatori.
Per superare questo ostacolo, Peter Mattis decise di creare un toolkit grafico completamente nuovo. Quel progetto sarebbe diventato GTK, acronimo di GIMP Toolkit, destinato negli anni successivi a trasformarsi nella base tecnologica del desktop GNOME e di numerose applicazioni Linux.
Anche sotto il profilo storico questa release occupa un posto speciale. Proprio con GIMP 0.54 il designer Larry Ewing realizzò la prima versione di Tux, il celebre pinguino che ancora oggi rappresenta Linux. L’intera illustrazione venne disegnata utilizzando solamente un mouse, dimostrando già all’epoca le potenzialità del programma.
Un’altra curiosità riguarda Wilber, la mascotte ufficiale di GIMP, che in questa versione non era ancora presente.
Un’esperienza nostalgica più che uno strumento di lavoro
Provare GIMP 0.54 oggi significa fare un tuffo nel passato piuttosto che trovare un editor grafico competitivo con le soluzioni moderne. L’interfaccia appare molto diversa rispetto a quella attuale e numerose funzionalità ormai considerate essenziali sono completamente assenti.
Ad esempio, questa versione non supporta ancora i livelli, molti effetti sono accessibili soltanto tramite il menu contestuale e sono presenti diversi bug tipici di un software ancora in fase di sviluppo.
Nonostante questi limiti, il progetto disponeva già di un sistema di plugin, segno di una struttura sorprendentemente avanzata per l’epoca. Tuttavia, le limitazioni dell’interfaccia Motif ridussero l’interesse degli sviluppatori esterni, rallentando la crescita del programma fino all’arrivo di GIMP 1.0 nel 1998.
Il pacchetto Flatpak permette oggi di eseguire questa storica versione senza dover ricorrere a vecchie distribuzioni Linux o a macchine virtuali. In alcuni casi lo strumento di testo potrebbe richiedere l’installazione dei tradizionali font X11, ma nel complesso rappresenta un modo semplice per riscoprire uno dei capitoli più significativi della storia del software libero e osservare da vicino le origini di uno dei programmi open source più longevi e apprezzati.
Abbiamo testato GIMP 0.54 su Arch Linux con ambiente desktop GNOME 50.2.