
La pubblicazione della versione stabile 1.0 di Euro-Office, prevista per il 9 giugno 2026, ha generato una forte reazione da parte della comunità che ruota attorno a LibreOffice. La nuova suite collaborativa basata sul web viene promossa come un’alternativa europea e aperta a Microsoft Office, con un forte richiamo al tema della sovranità digitale.
A contestare questa narrativa è stata la The Document Foundation, l’organizzazione che sviluppa LibreOffice. In una lettera aperta, il portavoce Italo Vignoli ha criticato diversi aspetti della comunicazione adottata da Euro-Office, sostenendo che alcune affermazioni rischiano di creare una percezione distorta della storia del software libero in Europa.
Secondo la fondazione, definire Euro-Office come la prima suite open source sviluppata in Europa ignora il percorso avviato da OpenOffice.org all’inizio degli anni 2000 e successivamente proseguito da LibreOffice dal 2010. Per TDF, il contributo di questi progetti rappresenta una parte fondamentale dell’evoluzione delle applicazioni per la produttività basate su standard aperti.
Il nodo del formato OOXML e le critiche a Euro-Office
L’aspetto più controverso riguarda il formato documentale utilizzato come impostazione predefinita. Euro-Office adotta infatti OOXML, il formato sviluppato da Microsoft e ampiamente utilizzato da Office.
Per la The Document Foundation questa scelta entra in conflitto con il concetto stesso di sovranità digitale. L’organizzazione sostiene che l’indipendenza tecnologica europea dovrebbe passare attraverso l’adozione di standard realmente aperti e indipendenti dai grandi fornitori statunitensi.
Nella lettera, Vignoli arriva a definire Euro-Office un “alleato di fatto” di Microsoft proprio a causa della dipendenza dal formato OOXML. Una posizione particolarmente severa che evidenzia quanto il tema degli standard documentali continui a essere centrale nel settore.
La fondazione ricorda inoltre il ruolo dell’ODF (Open Document Format), standard ISO sviluppato per garantire interoperabilità e libertà di scelta agli utenti. Secondo LibreOffice, l’ODF rappresenta ancora oggi uno degli strumenti più efficaci per evitare fenomeni di dipendenza tecnologica.
Sovranità digitale, ONLYOFFICE e il futuro delle suite per ufficio
Euro-Office deriva dal codice di ONLYOFFICE e punta soprattutto sugli ambienti web e sulla collaborazione online. L’obiettivo è integrarsi facilmente con piattaforme cloud e infrastrutture europee, un settore che sta ricevendo crescente attenzione da parte delle istituzioni dell’Unione Europea.
Il progetto ha attirato interesse anche grazie al sostegno di aziende europee note nel settore dei servizi digitali come Nextcloud, Proton e IONOS, tutte impegnate a promuovere soluzioni alternative ai grandi operatori tecnologici statunitensi.
La polemica evidenzia però una questione più ampia: la sovranità digitale non dipende esclusivamente dalla provenienza geografica del software, ma anche dagli standard adottati, dalla trasparenza dello sviluppo e dalla capacità di garantire piena interoperabilità nel lungo periodo.
Con l’arrivo di Euro-Office 1.0 il mercato delle suite per ufficio open source si arricchisce di un nuovo protagonista, ma il confronto con LibreOffice appare destinato a proseguire. La discussione aperta dalla The Document Foundation mostra come il tema della libertà dei formati documentali continui a essere uno degli argomenti più rilevanti nel dibattito tecnologico europeo.