Steam è un monopolio? Il 72% degli sviluppatori lo conferma

Una recente ricerca condotta da Atomik Research per conto della piattaforma Rokky ha rivelato un dato sorprendente: il 72% degli sviluppatori intervistati considera Steam un monopolio nel mercato dei videogiochi per PC.

L’indagine ha coinvolto oltre 300 dirigenti del settore tra Regno Unito e Stati Uniti, evidenziando come la piattaforma di Valve rappresenti più del 75% delle entrate totali per la maggior parte degli studi. Questo livello di dipendenza solleva interrogativi sulla sostenibilità di un ecosistema così sbilanciato verso un unico canale distributivo.

Steam è da anni il punto di riferimento per la distribuzione digitale su PC, grazie alla sua ampia base utenti, alle funzionalità integrate e alla visibilità garantita agli sviluppatori (da notare che oltre il 90% dei giochi Windows è supportato anche da Linux). Tuttavia, questa centralizzazione ha iniziato a generare preoccupazioni tra le software house, che temono di perdere il controllo sui propri prodotti e di essere penalizzate da politiche commerciali poco flessibili.

Cresce l’interesse verso piattaforme alternative

Nonostante la predominanza di Steam, il 48% degli sviluppatori ha già pubblicato titoli su Epic Games Store e Xbox Store, mentre una minoranza ha sperimentato con GOG e Itch.io. Il dato più significativo è che l’80% degli intervistati prevede di utilizzare canali alternativi entro i prossimi cinque anni, con l’aspettativa di aumentare il fatturato di almeno il 10%. Questa tendenza indica una volontà crescente di diversificare la distribuzione, sfruttando marketplace come Fanatical, Humble Bundle e persino supporti fisici come le “keys-in-boxes”.

La diversificazione non è priva di rischi: gli sviluppatori segnalano timori legati al mercato grigio e alla perdita di controllo sui prezzi. Tuttavia, la possibilità di raggiungere nuovi mercati e di gestire direttamente le promozioni rende queste piattaforme sempre più attraenti.

Il futuro della distribuzione digitale su Linux

Per gli utenti Linux, questa evoluzione potrebbe tradursi in una maggiore disponibilità di giochi su storefront alternativi compatibili con Wine, Proton o nativi. La frammentazione del mercato potrebbe favorire modelli più aperti e inclusivi, riducendo la dipendenza da Steam e stimolando l’adozione di tecnologie cross-platform. La diversificazione dei canali di distribuzione rappresenta un’opportunità per rendere il gaming su Linux più accessibile e variegato.

Fonte: gamesindustry

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