Oracle ha rilasciato VirtualBox 7.2.6 come terzo aggiornamento di manutenzione della serie 7.2, un rilascio che arriva dopo oltre tre mesi di sviluppo e che porta con sé un insieme di interventi mirati a migliorare stabilità, compatibilità e qualità dell’esperienza su Linux.

La novità più attesa è senza dubbio il supporto iniziale al kernel Linux 6.19, previsto al debutto l’8 febbraio 2026, un passo fondamentale per garantire che la piattaforma di virtualizzazione continui a funzionare senza intoppi anche sulle distribuzioni più aggiornate.
VirtualBox 7.2.6 e il supporto per Linux 6.19
L’introduzione di questa compatibilità preliminare permette agli utenti di prepararsi in anticipo ai futuri aggiornamenti delle proprie distribuzioni, evitando blocchi o malfunzionamenti dei moduli kernel, un aspetto particolarmente rilevante per chi utilizza VirtualBox in ambienti di lavoro, laboratori di test o contesti di sviluppo. La release non si limita però a questo, perché include anche un miglioramento significativo della gestione del full‑screen in configurazioni multi‑monitor, un’area che in passato aveva mostrato comportamenti non sempre coerenti e che ora beneficia di un rendering più stabile e prevedibile.
Migliora il supporto per Red Hat Enterprise Linux
Un altro punto chiave riguarda il supporto aggiornato ai kernel di Red Hat Enterprise Linux nelle versioni 9.8, 10.1 e 10.2. Questo intervento risponde alle esigenze delle realtà professionali che si affidano a RHEL per infrastrutture critiche e che richiedono una piattaforma di virtualizzazione affidabile, capace di integrarsi senza frizioni con i cicli di aggiornamento del sistema operativo. Anche in questo caso l’obiettivo è ridurre al minimo i rischi di crash, regressioni o incompatibilità, offrendo un ambiente più solido per la gestione delle macchine virtuali.
La release 7.2.6 si inserisce in un percorso di miglioramento continuo che negli ultimi mesi ha visto VirtualBox concentrarsi molto sulla stabilità. Le versioni precedenti avevano già introdotto correzioni per crash legati a Windows, problemi con sistemi AMD e situazioni critiche durante l’avvio di vecchie guest come RHEL 5, e questo aggiornamento prosegue nella stessa direzione, consolidando ulteriormente la piattaforma.