
Il recente annuncio di Google ha segnato un cambio di direzione netto: la ricerca tradizionale basata su una lista di risultati lascia spazio a risposte generate da sistemi avanzati, agenti capaci di svolgere compiti e funzioni attive in background. Per molti utenti Linux, abituati a strumenti trasparenti e controllabili, questa trasformazione rappresenta un punto critico. Le preoccupazioni riguardano la riduzione del traffico verso il web aperto, la possibilità di errori nelle risposte automatiche e la sensazione di perdere controllo sulle proprie ricerche.
In questo contesto, DuckDuckGo ha registrato un incremento significativo delle installazioni negli Stati Uniti. Tra il 20 e il 25 maggio, l’app ha visto una crescita media del 18,1%, con un picco del 30,5%. Su iOS l’aumento è stato ancora più evidente, con una media del 33% e un picco vicino al 70%. Per gli utenti Linux, spesso attenti alla privacy e alla gestione dei dati, questo movimento rappresenta un segnale di ricerca di alternative più prevedibili e meno invasive.
La pagina dedicata alla modalità senza funzioni IA, accessibile tramite noai.duckduckgo.com, ha registrato un incremento del 22,7%, con un picco del 27,7%. Questo indica un interesse concreto verso un modello di ricerca che non imponga automaticamente funzioni basate sull’intelligenza artificiale.
Le risposte di DuckDuckGo e il contesto del mercato
Gabriel Weinberg, amministratore delegato di DuckDuckGo, ha criticato l’approccio di Google, sostenendo che l’IA viene proposta come obbligatoria senza offrire un vero controllo agli utenti. La posizione dell’azienda non è contraria all’IA in sé, ma alla mancanza di scelta. DuckDuckGo integra già strumenti basati su modelli linguistici tramite duck.ai, permettendo l’uso di sistemi come Claude, Llama, Mistral e GPT‑5 mini senza richiedere account e con una gestione dei dati più restrittiva.
Funzioni come Search Assist e il filtro per ridurre immagini generate artificialmente risultano tra le più utilizzate. Per chi usa Linux e preferisce strumenti configurabili, queste opzioni rappresentano un equilibrio tra innovazione e controllo.
Nonostante la crescita, il peso di DuckDuckGo resta limitato: circa il 2% del mercato statunitense. L’aumento recente appare come una reazione immediata all’annuncio di Google, più che un cambiamento strutturale del settore. Il dominio di Google rimane enorme e difficilmente verrà intaccato nel breve periodo, ma il movimento indica una sensibilità crescente verso modelli di ricerca più sobri e meno automatizzati.
Fonte: techcrunch