LightDM 1.33.0 arriva dopo quattro anni: supporto Qt6 e importanti miglioramenti

LightDM Linux

LightDM torna a ricevere un aggiornamento significativo con la versione 1.33.0, la prima release del progetto dopo circa quattro anni di pausa. Il display manager leggero, conosciuto soprattutto per essere stato utilizzato da Ubuntu durante l’epoca di Unity, continua infatti a essere una componente importante per diverse distribuzioni Linux.

Lo sviluppo di LightDM aveva rallentato sensibilmente dopo il ritorno di Ubuntu a GNOME e alla scelta di GDM come display manager predefinito. Il progetto non è però scomparso: distribuzioni come Linux Mint, Xubuntu, Ubuntu Cinnamon e Linux Lite continuano a utilizzarlo, mantenendo LightDM una soluzione particolarmente diffusa nel panorama desktop Linux.

La nuova versione 1.33.0 arriva grazie al lavoro di nuovi manutentori provenienti dalla comunità Linux e introduce numerosi interventi accumulati nel periodo trascorso dall’ultima versione stabile. Tra le novità più importanti c’è il supporto a Qt6, particolarmente interessante per i sistemi desktop moderni basati sulle tecnologie KDE e Qt.

LightDM dispone ora di una versione Qt6 della propria libreria client. Questo permette ai greeter compatibili di essere compilati utilizzando le API Qt6, migliorando la compatibilità con il software più recente. Il cambiamento interessa anche aspetti come il supporto ai display HiDPI e l’integrazione con sessioni Wayland.

Qt5 non viene comunque abbandonato. La compatibilità con la precedente generazione delle librerie rimane disponibile, permettendo alle distribuzioni e ai progetti che non hanno ancora completato la transizione di continuare a utilizzare le proprie configurazioni.

LightDM 1.33.0 migliora Wayland, VNC e la gestione delle sessioni

Una parte consistente del lavoro svolto per LightDM 1.33.0 riguarda la gestione delle sessioni e l’affidabilità durante l’accesso al sistema. Il progetto ora gestisce correttamente anche il caso in cui un modulo PAM crei o modifichi la directory home dell’utente durante il processo di autenticazione. In precedenza LightDM assumeva che questa directory fosse già definita prima dell’avvio della sessione PAM.

Sono stati inoltre apportati diversi miglioramenti alla gestione di Wayland. LightDM può avviare sessioni sul seat0 anche quando il kernel non dispone del supporto ai terminali virtuali e non riavvia più inutilmente il greeter durante il login a una sessione Wayland. Sono stati corretti anche diversi problemi relativi alle configurazioni multiseat, particolarmente importanti sui sistemi dotati di più monitor e periferiche di input.

Anche il supporto VNC è stato rivisto. LightDM ora utilizza effettivamente il comando vncserver configurato dall’utente durante l’avvio e offre una migliore compatibilità con le versioni moderne di TigerVNC. È stato inoltre aggiunto un tentativo di connessione IPv6 prima dell’utilizzo di IPv4 durante l’avvio del server VNC.

Un altro intervento importante riguarda systemd. La versione 1.33.0 limita i cicli di riavvio nel caso in cui LightDM incontri problemi durante l’avvio e introduce un meccanismo di sicurezza. Se il display manager continua a terminare in modo anomalo, systemd interrompe i tentativi di riavvio e permette di passare a una console TTY con indicazioni utili per la risoluzione del problema, evitando di lasciare l’utente davanti a una schermata nera.

Tra gli altri cambiamenti presenti nella nuova versione troviamo:

  • migliore gestione delle configurazioni FreeBSD;
  • utilizzo di setusercontext(3) su FreeBSD quando disponibile;
  • supporto alle impostazioni definite tramite login.conf;
  • gestione corretta dei dispositivi VT di FreeBSD come ttyv0 e ttyv1;
  • miglioramenti al cambio dei terminali virtuali su FreeBSD;
  • correzione del blocco del greeter dopo l’annullamento dell’autenticazione;
  • miglioramento della gestione delle modifiche al nome host durante il login;
  • riduzione dei messaggi di errore relativi a moduli PAM opzionali non installati;
  • disattivazione del cambio utente quando la funzione non è supportata;
  • avvio di LightDM dopo systemd-hostnamed.service.

LightDM 1.33.0 è già arrivato nei repository di testing di Arch Linux e in Fedora Rawhide, mentre Debian lo ha inserito nel ramo Unstable. È quindi probabile che il nuovo codice raggiunga progressivamente un numero maggiore di distribuzioni.

Per Ubuntu, il nuovo LightDM potrebbe essere incluso nei pacchetti della prossima versione 26.10, mentre per le release attualmente supportate è prevista la possibilità di ottenere il pacchetto attraverso un PPA mantenuto dal progetto.

La release 1.33.0 rappresenta quindi un aggiornamento particolarmente importante per un progetto che, nonostante la lunga pausa nello sviluppo, continua a essere utilizzato da numerosi ambienti desktop Linux. Il passaggio a Qt6, insieme agli interventi su Wayland, systemd, VNC e FreeBSD, permette a LightDM di rimanere compatibile con infrastrutture moderne senza rinunciare al supporto delle configurazioni esistenti.

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