
Brave 1.92 introduce una novità che interessa in modo particolare gli utenti Linux abituati a gestire più account contemporaneamente: i Container nativi. Questa funzione permette di isolare ogni tab in un contenitore dedicato, mantenendo separati cookie, storage locale e dati del sito. In pratica, ogni tab diventa una sessione indipendente, utile per chi deve accedere allo stesso servizio con identità diverse senza ricorrere a profili multipli o estensioni di terze parti.
La funzione è disponibile su tutte le piattaforme desktop, compreso Linux, e viene distribuita gradualmente. Se l’opzione non appare subito dopo l’aggiornamento, è solo questione di tempo. L’attivazione avviene dalle impostazioni del browser, mentre l’uso quotidiano richiede un semplice clic destro sulla scheda per aprirla in un Container dedicato. Brave propone categorie predefinite come Personal, Work, Social, School e Shopping, ciascuna con sessioni e dati isolati.
Per chi lavora con più identità digitali, questa funzione rappresenta un miglioramento significativo. Un social media manager può gestire più account senza logout continui, uno sviluppatore può testare ruoli diversi della stessa applicazione, mentre chi usa servizi misti per lavoro e vita privata può separare le attività senza complicazioni. Il tutto senza dover ricorrere alla navigazione privata, che non è pensata per questo tipo di workflow.
Un’evoluzione che punta alla produttività, non a nuove difese anti‑tracking
Brave chiarisce che i Container non sono un nuovo strato di protezione della privacy. Il browser applica già la partitioning dello storage, isolando i dati dei siti e delle richieste di terze parti per impedire il tracciamento cross‑site. La nuova funzione si concentra invece sulla produttività e sulla gestione delle identità, avvicinando Brave a flussi di lavoro multi‑account senza modificare il suo approccio storico alla privacy.
Questa scelta rende Brave più flessibile per chi usa il browser come strumento di lavoro, mantenendo al tempo stesso le protezioni già integrate. L’isolamento delle sessioni diventa così una funzione complementare, utile per chi ha bisogno di organizzare meglio le proprie attività online senza sacrificare la sicurezza.
Installare Brave 192
Brave 192 è già disponibile per Linux, Windows e Apple macOS. Gli utenti Linux hanno esigenze diverse a seconda della distribuzione utilizzata, quindi Brave offre più metodi di installazione. Il vantaggio principale dell’uso dei repository ufficiali è la possibilità di ricevere aggiornamenti automatici tramite il gestore pacchetti della propria distro, mantenendo il browser sempre allineato alle ultime release. In alternativa Brave è disponibile attraverso Flatpak. Abbiamo testato Brave 192 su Zorin OS distribuzione dove troviamo questo browser già di default.